Economia

Partenariato pubblico-privato: Brescia protagonista a Roma

Le proposte avanzate alle Giornate Nazionali di Ingegneria Economica da Ippolita Chiarolini (Consigliera Cni) e Massimo Deldossi (Vicepresidente Ance) tracciano la rotta per evitare il rischio bocco degli investimenti del post-Pnrr
A  Roma si sono svolte le Giornate Nazionali dell’Ingegneria Economica
A Roma si sono svolte le Giornate Nazionali dell’Ingegneria Economica
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Con l’orizzonte del 2026 ormai vicino, il sistema delle opere pubbliche italiano è chiamato a superare la stagione straordinaria dei fondi europei e a costruire basi solide per il futuro. Dalle Giornate dell’Ingegneria Economica organizzate dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in collaborazione con l'Ance,  emerge una linea chiara: servono tempi certi, regole stabili e strumenti digitali per rendere gli investimenti più efficienti, attrattivi e sostenibili, evitando il rischio di uno stallo dopo il Pnrr.

Andare oltre i fondi europei

La scadenza del 2026 impone una riflessione su come garantire lo sviluppo oltre l’emergenza dei fondi europei. E proprio durante le Giornate Nazionali dell’Ingegneria Economica  che si sono svolte a Roma, è emersa con forza una visione pragmatica e strategica, guidata dalla responsabilità scientifica di due figure di spicco del panorama bresciano: Ippolita Chiarolini (Consigliera CNI) e Massimo Deldossi (Vicepresidente Ance).

Consiglio nazionale ingegneri, la bresciana Ippolita Chiarolini
Consiglio nazionale ingegneri, la bresciana Ippolita Chiarolini

Il cuore della proposta presentata da Chiarolini e Deldossi per Cni e Ance si fonda su un pilastro imprescindibile: la certezza dei tempi e delle regole. In un contesto normativo spesso instabile, dove la burocrazia rallenta i cantieri (con medie di 42 mesi solo per il pre-affidamento nelle grandi opere), la proposta bresciana punta a trasformare l'ingegneria economica nello strumento per «far parlare i dati». Attraverso la digitalizzazione e l’uso di piattaforme come Open CUP, l'obiettivo è mappare ogni fase dell'opera, eliminando colli di bottiglia e risolvere i nodi critici.

Il vicepresidente nazionale Ance, Massimo Deldossi
Il vicepresidente nazionale Ance, Massimo Deldossi

Obiettivo: attrarre investitori

Un punto critico analizzato è il diritto di prelazione nel Project Financing, a seguito della sentenza europea del febbraio 2026. Chiarolini e Deldossi sottolineano come la trasparenza e la parità di trattamento siano i veri motori per attrarre investitori di qualità. Il Partenariato Pubblico-Privato (PPP) non è più un'opzione, ma una scelta strategica che consente un adeguato ritorno dell’investimento pubblico e la valorizzazione delle capacità e: con i bandi PPP che già rappresentano il 37% del valore totale del mercato, serve un quadro normativo stabile che consenta di pianificare gli investimenti, favorisca la qualità progettuale ed esecutiva dell’opera.

 Non si tratta solo di calcolo dei costi, ma di valutare la resilienza degli asset, il dissesto idrogeologico e il ciclo di vita dell'opera. Un progetto sostenibile riduce i rischi e genera benessere per il territorio.

In conclusione, la proposta di Chiarolini e Deldossi traccia la rotta per evitare il «vuoto pneumatico» post-Pnrr: un'Italia moderna è possibile solo se la politica saprà tradurre questa richiesta di stabilità normativa e tempi certi in riforme concrete e durature.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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