L’oro è ai massimi storici, conviene davvero vendere i gioielli?

Le crisi internazionali e l’inflazione hanno portato a questo picco storico, che conduce inevitabilmente alla domanda: è il momento di vendere l’oro che abbiamo in casa?
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Conviene vendere oro in questo periodo?
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L’oro è alle stelle. Frase fatta che, però, rende perfettamente la situazione. Basta osservare i grafici che illustrano l’andamento del prezzo dell’oro negli ultimi cinquant’anni: il recente picco è quanto mai inusuale. A incidere sulle performance del metallo prezioso – come si legge sui giornali finanziari in questi giorni – sono da un lato i commenti accomodanti dei funzionari della Federal Reserve che rafforzano le scommesse su un taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale americana; dall’altro le tensioni in Venezuela.

L'andamento del prezzo dell'oro negli ultimi 25 anni
L'andamento del prezzo dell'oro negli ultimi 25 anni

Ed ecco raggiunto il picco assoluto: il metallo prezioso ha toccato un massimo storico di 4.549,71 dollari all’oncia il 26 dicembre e lo scorso anno ha registrato la migliore performance annuale dal 1979, con un rialzo del 64%.

Come accennato, c’entrano l’acuirsi delle tensioni geopolitiche in seguito all’attacco Usa in Venezuela e diversi altri fattori, che a chi non mastica un vocabolario economico e borsistico possono sembrare di difficile comprensione. Ma il prezzo dell’oro influenza direttamente la vita di moltissime persone, se non altro perché bene rifugio. E con i prezzi così alti la domanda è legittima: conviene vendere le catenine dimenticate in cassaforte, gli orecchini rotti e quegli anelli ormai passati di moda? Lo abbiamo chiesto a Francesco Menoncin, professore ordinario del dipartimento di Economia e management dell’Università degli studi di Brescia.

La compravendita di oro richiede molta prudenza
La compravendita di oro richiede molta prudenza

Negli ultimi mesi il prezzo dell’oro ha toccato nuovi massimi. Cosa sta succedendo e perché, prima di tutto? Quali sono i fattori principali che stanno spingendo questa crescita?

Storicamente il prezzo dell’oro ha avuto un andamento opposto a quello dei mercati finanziari. Nei momenti di panico finanziario in cui gli indici di borsa crollavano, in genere l’oro si apprezzava perché rappresenta un bene fisico e tangibile il cui valore non ha mai subito perdite troppo pesanti. Fino al 15 agosto 1971 il valore delle valute del mondo era garantito dall’oro (sistema a cambi fissi di Bretton Woods). Negli anni Sessanta, tuttavia, gli Usa emisero troppi dollari e il presidente Nixon, in quella data, dichiarò il dollaro inconvertibile con l’oro. Il prezzo del dollaro (e delle altre valute internazionali) e quello dell’oro diventarono, così, indipendenti. Nel 1979, con il pesante secondo shock petrolifero innescato dalla rivoluzione in Iran, il prezzo dell’oro ebbe il primo significativo aumento dell’epoca moderna. Il 21 novembre 1979 l’oro valeva 396 dollari all’oncia, mentre il 17 gennaio 1980 il prezzo era di 750 dollari all’oncia. La crisi internazionale spinse in alto il prezzo dell’oro, che poi rimase relativamente stabile fino al 2003, quando iniziò una nuova crescita, innescata dallo scoppio della bolla-internet sui mercati finanziari.

Negli ultimi vent’anni invece cos’è successo?

Il vero rally dell’oro iniziò nel novembre del 2008 (con la profonda crisi dei mutui sub-prime e il fallimento di Lehman Brothers). Il prezzo dell’oro era di 738 dollari all’oncia il 17 novembre 2008 e arrivò a 1.854 dollari all’oncia l’8 settembre 2011. Ancora una volta, la profonda crisi finanziaria spostò le scelte degli investitori verso l’oro e la crescente domanda ne fece aumentare i prezzi. Durante il 2013, mentre la crisi del 2008 iniziava a riassorbirsi, il prezzo dell’oro scese, anche se rimase più elevato dei livelli pre-crisi 2008. Nel 2020, con la crisi pandemica, il prezzo dell’oro è aumentato nuovamente e ha raggiunto il suo nuovo massimo il 14 agosto 2020 a 1.944 dollari all’oncia. Il prezzo è rimasto poi a questo livello, anche se molto più volatile che in passato, fino all’ottobre 2023, quando è iniziata una nuova crescita, quasi ininterrotta, per raggiungere, il 6 gennaio 2026 il prezzo di 4.462 dollari all’oncia.

La vetrina di una gioielleria
La vetrina di una gioielleria

A cos’è dovuta quest’ultima, esponenziale crescita?

Non è stata la controparte di nessuna grande crisi finanziaria, ma c’è, questa volta, un fenomeno che non si verificava così forte, nel mondo occidentale, da quarant’anni: l’inflazione. Gli ultimi focolai di forte inflazione in Europa e Usa, infatti, risalgono alle due crisi petrolifere: 1973 e 1979. Nel 1979, in effetti, l’oro era aumentato molto di valore, e nel 2023 successe lo stesso per il percepito pericolo di inflazione che può far perdere valore agli investimenti monetari. L’oro dovrebbe mantenere il suo valore e coprire da questi rischi. Ne aumenta così notevolmente la domanda. Nel 2025 il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump è riuscito nell’impresa, non facile, di aumentare notevolmente l’incertezza sui mercati (con gli annunci sui dazi). La borsa è crollata e il prezzo dell’oro, ovviamente, è tornato ad aumentare proprio nell’aprile 2025 (subito dopo l’annuncio dei dazi).

Si dice che l’oro sia un «bene rifugio». Cosa significa esattamente?

L’oro ha una caratteristica che altre attività finanziarie non hanno: è un bene la cui quantità è limitata sul pianeta. Non appena la domanda aumenta, quindi, a meno di non trovare nuovi giacimenti, il prezzo tende ad aumentare perché l’offerta è fisicamente limitata.

È effettivamente il momento di vendere l’oro usato, dunque?

Con il prezzo dell’oro così elevato potrebbe essere il momento di venderne e, tuttavia, il dubbio sta in che cosa investire una volta venduto l’oro. Negli ultimi anni l’indice di borsa S&P500 degli Usa è cresciuto moltissimo e ha avuto rendimenti, per alcuni periodi, anche superiori a quelli dell’oro. Il rischio è quello di investire in attività il cui valore sia incrementato solo per una nuova «moda» (molti parlano di una bolla speculativa sulle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale). Se l’oro scenderà di valore nei prossimi mesi, allora significherà che l’incertezza sui mercati finanziari si sta risolvendo (anche se con ciò che sta succedendo nel mondo il 2026 si è aperto proprio all’insegna dell’incertezza). In condizioni più normali può essere opportuno avere qualche investimento legato all’oro, magari dei fondi Etf (che replicano con il loro portafoglio l’andamento dell’oro), ma per una percentuale del portafoglio che sconsiglierei di tenere a livello superiore al 5% (visti i forti incrementi degli ultimi anni, anche un investimento piccolo può dare un ottimo ritorno).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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