L'offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi banca approda sul tavolo del patto di sindacato degli azionisti bresciani della banca guidata da Victor Massiah che raccoglie circa l'8% del capitale. Una riunione che si è svolta, secondo quanto si è appreso, in un clima di massima «coesione e linearità» ma che non ha ancora tirato le somme. E questo perchè i soci del patto di Brescia attendono le valutazioni che arriveranno dal consiglio d'amministrazione di Ubi banca che dovrebbe riunirsi, presumibilmente, venerdì 3 luglio. La riunione dei trentotto azionisti del patto bresciano, secondo alcune fonti, è stata «interlocutoria e senza alcuna decisione». E comunque ogni decisione arriverà tra «non meno di una settimana».
Sull'operazione pensa anche la scelta che farà il fondo londinese Parvus Asset Management che detiene una quota di Ubi Banca e in particolare sui titolari ultimi del pacchetto dell'8% in gestione al fondo di Edoardo Mercadante. Fondo sul quale hanno acceso un faro sia la Consob che la Procura della Repubblica di Milano. In un contesto già molto intricato si innesta anche l'esposto dell'Associazione Azioni Ubi che chiede alla Bce e alla Consob di fare chiarezza sui requisiti di indipendenza di alcuni dei cosngilieri del cda di Ubi. In attesa della delibera sull'Ops i «fari del mondo della finanza non sono quindi i soli ad essere accesi sugli amministratori (dichiaratisi) indipendenti», afferma l'associazione. In casa Intesa Sanpaolo prosegue il conto alla rovescia per far partire il periodo di adesione dell'offerta che inizierà il 6 luglio per concludersi il 28 luglio. Dall'operazione Intesa intende realizzare un gruppo bancario con non meno di 5 miliardi di utili nel 2022. Attesa per il 25 luglio la decisione dell'Antitrust sull'operazione di concentrazione.



