Conto alla rovescia per l'avvio dell'offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. Una operazione, il cui periodo di adesione durerà dal 6 al 28 luglio, che punta a creare un gruppo bancario da 5 miliardi di utili nel 2022. Nelle prossime ore, intanto è prevista la riunione del patto di sindacato degli azionisti
bresciani di Ubi banca, che raccoglie circa l'8% del capitale, per analizzare e pronunciarsi sull'offerta.
Intesa Sanpaolo scalda i motori per entrare nel vivo di una operazione che basata su «solidi fondamentali industriali e in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano», come ha detto Carlo Messina in occasione della pubblicazione del documento d'offerta. Dopo il vaglio di tutte le autorità di vigilanza, ed in attesa delle decisioni dell'Antitrust previste entro il 25 luglio, l'operazione è ormai al nastro di partenza e la parola ora passa agli azionisti.
Dal documento d'offerta emergono nuovi elementi sul futuro gruppo che sorgerà dall'integrazione delle nuove banche. Sul versante del nuovo credito e del sostegno alle famiglie ed alle piccole e medie imprese, Intesa Sanpaolo intende realizzare i Consigli del Territorio, 'cabine di regià per il coordinamento degli interventi, composti da «esponenti del gruppo come risulterà all'esito dell'eventuale perfezionamento dell'offerta e personalità di spicco del tessuto locale».
Uno dei nodi cruciali è la cessione del ramo bancario a Bper e dei rami assicurativi a Unipol che Intesa prevede di realizzare, anche qualora rinunciasse alla condizione della soglia percentuale (66,67%) e fermo restando la condizione soglia minima (50%+1 azione), nei «dodici mesi successivi alla data di pagamento». Una previsione che potrebbe subire una «tempistica diversa» nel caso in cui i rischi ipotizzati nel documento di registrazione alla Consob diventassero realtà.



