Economia

Occupazione in tenuta a Brescia: crescono gli avviamenti nel 2026

Aumenta il numero degli extracomunitari. Ancora poche le donne al lavoro
Elio Montanari
Alcuni lavoratori
Alcuni lavoratori

Nell’analisi dei dati dell’Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Brescia, relativi al 1° trimestre 2026, confrontati i dati del con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente, emerge un dato positivo: la sostanziale tenuta del mercato del lavoro bresciano nei primi tre mesi del 2026, con indicatori nel complesso favorevoli, e, tra questi, in primo luogo, l’aumento, rispetto ai primi tre mesi del 2025, delle pratiche di avviamento al lavoro. Nel 1° trimestre gli avviamenti sono stati 58.174, in aumento del 5,6% rispetto alle 55.085 registrati nel 2025.

Nel confronto tra le due annualità, aumenta, tuttavia, anche il numero di cessazioni, 41.424, rispetto alle 39.644 del trimestre 2025 (4,49%), ma il saldo tra avviamenti e cessazioni è pari a 16.170 pratiche e supera le 15.441 dello stesso trimestre dell’anno scorso. Chiariamolo subito: non significa che ci sono oltre 16 mila posti di lavoro in più nel Bresciano: ci sono stati oltre 16mila avviamenti ed il lavoratore può avere più pratiche di avviamento e cessazione nell’arco di un periodo dell’anno.

Le proroghe

A conferma della temuta occupazionale, aumentano, nel confronto tra i due primi trimestri, anche le proroghe contrattuali, 33.076, a fronte delle 32.460 dello scorso anno, con un incremento del +1,9%. In leggera flessione solo le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, 6.412 nel 1° trimestre 2026, a fronte delle 6.667 dell’anno precedente, con uno scarto negativo modesto, -3,8%.

Resta la precarizzazione

L’accesso al mercato del lavoro continua nel segno della precarizzazione poiché, nel complesso, solo un avviamento al lavoro su cinque, nel primo trimestre 2026 , si definisce con contratti di lavoro «permanenti», ossia a tempo indeterminato (10.012) o in apprendistato (1.902). Valori, in realtà non troppo diversi rispetto allo scorso anno, che contava, complessivamente, 11.867 avviamenti al lavoro «permanenti», il 21,5% del totale, a fronte del 20,5% registrato nel primo trimestre 2026.

Nel confronto tra le due annualità aumentano gli avviamenti al lavoro a tempo determinato, ben 31.676 nell’anno in corso, a fronte dei 29.230 dello scorso anno. (+8,37%). Rimane sostanzialmente costante, sotto le 8 mila unità, il numero degli avviamenti al lavoro in somministrazione mentre aumenta ancora il ricorso al lavoro intermittente, con 4.310 pratiche nel primo trimestre 2026, il 22,7% in più rispetto alle 3.513 dello stesso trimestre del 2025.

Nel complesso, quindi, gli avviamenti al lavoro con modalità «permanenti» (tempo indeterminato e apprendistato) aumentano di 53 unità, pari al +0,4%, mentre quelli con tipologie contrattuali «flessibili» (tempo determinato, somministrazione e lavoro intermittente) aumentano di 3.231, pari al +7,9%.

Insomma, a Brescia, si continua ad entrare nel mondo del lavoro dalla porta della precarietà.

Il gap di genere

L’aumento del numero degli avviamenti al lavoro interessa sia i maschi (+1.791, +5,47%) che le femmine (+1.298, pari al +5,81%), lasciando invariato il gap di genere negli avviamenti al lavoro che, nel primo trimestre 2026, vede il 59,34% di uomini a fronte del 40,66% di donne. Praticamente lo stesso gap dell’anno scorso.

L’incremento degli avviamenti al lavoro interessa, in misura maggiore, i cittadini extracomunitari (+1.542, pari al +7,47%), ma il segno positivo vale anche per i cittadini italiani (+1.503, +4,78%) come per i cittadini comunitari (+44 pratiche, +1,46%). Dinamiche che, progressivamente, modificano la composizione degli avviamenti al lavoro per nazionalità, i quali, nel primo trimestre 2026, vedono gli italiani scendere sotto la soglia del 60% (56,60%), a fronte di un 43,4% di cittadini non italiani, con gli extracomunitari che rappresentano, in crescita costante, oltre il 38%, un terzo del totale avviamenti al lavoro.

L‘aumento del numero delle pratiche di avviamento al lavoro interessa, in misura maggiore quelle definite a tempo pieno (+2.001, +5,5%) rispetto e quelle definite a tempo parziale, (+413, +2,8%), lasciando sostanzialmente inalterato il rapporto tra le due modalità. Infatti, tra le 53.293 pratiche definite nel contratto, in parecchi casi ciò non avviene, il 71,5% sono a tempo pieno (38.133) mentre il 28,4% sono a tempo parziale (15.160). Anche se in leggera riduzione, gli avviamenti al lavoro a part time, in molti casi involontario e, quindi, una ulteriore forma di precarietà, restano quasi 3 su 10. E non è poca cosa.

Centri per l’impiego

Nell’analisi territoriale si segnala un aumento degli avviamenti al lavoro nel primo trimestre 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, in tutti i territori dei Centri per l’Impiego, con un saldo negativo, in controtendenza, solo per CPI di Breno (-300 pratiche, pari al +8,5%). L’incremento delle pratiche di avviamento al lavoro, nel confronto tra i primi trimestri è relativamente maggiore nel CPI si Salò (+1.230 pratiche, +25,2%), che precede il CPI di Desenzano del Garda (+627, +7,8%), il CPI di Brescia (+1.283, + 6,4%) e il CPI di Sarezzo (+117 pratiche, +4,2%).

Negli altri CPI si registrano, comunque, un numero maggiore di avviamenti al lavoro ma, nei comuni dell CPI di Iseo-Palazzolo, del CPI di Leno e del CPI di Orzinuovi, gli incrementi sono nell’ordine della decine di pratiche. Insomma, anche nel primo trimestre del 2026, nonostante tutto quello che accade nel mondo, i numeri del mercato del lavoro bresciano restano importanti, con un incremento diffuso nel territorio provinciale degli avviamenti al lavoro e dello stesso saldo tra avviamenti e cessazioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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