Economia

Metra, l’alluminio che resiste alle crisi: ricavi +7% nel 2024

Il gruppo bresciano è presente con stabilimenti in Italia, Canada e Stati Uniti
La sede di Metra a Rodengo Saiano - Foto tratta da www.metra.eu
La sede di Metra a Rodengo Saiano - Foto tratta da www.metra.eu
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Un player globale e integrato dell’alluminio estruso, con un portafoglio clienti multisettoriale che spazia dalla meccanica alla pneumatica, dall’energia all’automotive, senza dimenticare edilizia e ferroviario. È anche questa la forza strategica di Metra, gruppo dalle radici profondamente bresciane e dal 2021 passato al fondo statunitense Kps Capital Partner (ne detiene il 75% attraverso la società olandese Fengari Holdings, il restante 25% è nelle mani dei fondatori bresciani).

«Metra non ha un settore prevalente, come non esiste un unico mercato – spiega il presidente e Ceo, Enrico Zampedri –. La presenza equilibrata nelle due sponde dell’Atlantico (il 50% del fatturato viene realizzato in Europa e il 50% in Nord America) ci ha permesso di essere resilienti alle crisi e più stabili nei ricavi, di ridurre i rischi di oscillazioni economiche».

Se un comparto attraversa fasi di difficoltà, altri settori compensano le perdite. «Nel 2024 le costruzioni in Europa hanno affrontato una fase di contrazione (tra l’1,3% e il 2,4%), l’industria ha registrato un calo del 2% – prosegue il manager bresciano –, mentre in controtendenza il settore ferroviario ha registrato volumi del 15% superiori al 2023. Se guardiamo ai mercati, in Italia la produzione di estrusi è stata di circa 600 mila tonnellate -1,8% rispetto al 2023 e del 14,2% rispetto al 2022. Mentre negli Stati Uniti hanno registrato una forte crescita con un Pil che è cresciuto del 2,5%, sostenuto dai consumi interni e dagli investimenti pubblici legati all’Inflation Reduction Act».

La radiografia

Il gruppo – che conta 1.300 dipendenti (65% in Italia, 35% in Nord America) è strutturato in tre macro aree di attività che nel 2024 hanno venduto la bellezza di 82mila tonnellate di alluminio (nel 72 mila tonnellate del 2023, +13,8%). La macro area Metra Industry è focalizzata sulla produzione e finitura di estrusi in alluminio destinati ad applicazioni industriali; Metra Rail opera nella lavorazione e saldatura di sottoassiemi per il settore ferroviario; e Metra Building invece sviluppa e produce sistemi per l’involucro edilizio a marchio Metra e su disegno dei clienti.

Il bilancio 2024

Il consolidato del gruppo è risultato della somma di due grandi pilastri: Metra spa, che a sua volta consolida le attività presenti in Italia e in Canada; e Fengari Inc che riunisce società Usa con stabilimenti in Georgia e Michigan. Il 2024 si è chiuso con un fatturato di 544,5 milioni di euro (nel 2023 erano 508,1 milioni), in crescita del 7,1%, nonostante un prezzo medio dell’alluminio che si è ridotto del 7,2%.

Il margine consolidato (prima delle operazioni straordinarie) rappresenta il record storico per il Gruppo con un Ebitda di 75,9 milioni, pari a circa il 13% del fatturato (nel 2023 era di 66,6 milioni). I dati relativi all’esercizio 2023 includono le società americane Extruded Aluminum Corporation Llc e Aluminum Fabrication Corporation Llc solo per tre mesi essendo le due società state acquisite il 30 settembre 2023. Nel corso del 2024 è invece stata ceduta Metra Ragusa ad un operatore locale e la produzione è stata spostata a Rodengo Saiano.

Venendo al consolidato della sola Metra spa (Italia e Canada), con sede a Rodengo Saiano, i ricavi nel 2024 sono stati pari a 356,8 milioni (nel 2023 403 milioni) con una ottima performance in termini di marginalità: 46,3 milioni pari al 12,9% del fatturato (nel 2023 53 milioni). L’apporto di Metra è stato di 252,1 milioni (nel 2023 erano 281,3 milioni); le due società canadesi hanno registrato un fatturato di 70,4 milioni; mentre le altre società in Italia hanno fatturato 75 mln.

Il mercato statunitense con la Profile Custom Extrusion in Georgia ha fatturato 73,6 milioni, mentre Belding Machinery Equipment in Michigan ha segnato ricavi per 113,2 milioni.

Investimenti

Nel 2024 il gruppo ha investito 19 milioni in impianti, macchinari ed attrezzature di cui circa 9 milioni relativi al rinnovo del parco matrici di estrusione. In particolare a Rodengo Saiano sono stati fatti adeguamenti tecnologici per 3,4 Milioni di euro.

Migliora la posizione finanziaria netta grazie alla cassa generata nell’esercizio (+91 milioni). Il rapporto tra Ebitda e posizione finanziaria netta passa da 2,18 dell’esercizio 2023 a 1,48 del 2024.

Incertezza e tensioni geopolitiche sono destinate ad influenzare negativamente le prospettive economiche. «Non temiamo i dazi americani – precisa Zampedri –, perché l’export diretto versi gli Usa dall’Italia è limitato e perché il nostro Gruppo è presente sul territorio Usa con tre stabilimenti di produzione con 8 presse di estrusione e una notevole capacità produttiva azionabile. Siamo quindi nella condizione di beneficiare dell’aumento della domanda interna seppure condizionata dall’aumento del costo della materia prima».

«Destano invece preoccupazione gli effetti indiretti dei dazi perché determinano la riduzione della domanda di clienti maggiormente esposti sul mercato americano e l’aumento della pressione competitiva di nazioni come Cina, India, Turchia etc verso l’Europa. Ci aspettiamo per il 2025 volumi e ricavi in lieve contrazione rispetto al 2024».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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