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ENOLOGIA

Lazzari, Avanzi, Mirabella, Mosnel e Pasini: cinque cantine bresciane nell’Olimpo del Gambero Rosso


Economia
27 set 2022, 06:00
La cantina Mirabella di Rodengo Saiano - © www.giornaledibrescia.it

La cantina Mirabella di Rodengo Saiano - © www.giornaledibrescia.it

Ha ragione nonno Fausto quando dice a figli e nipoti «Stàef lé a pröa coi vòs rós e invece al gà ’insìt amò al vì del nóno»: ad aggiudicarsi nientemeno che i Tre Bicchieri del Gambero Rosso è il Capriano Doc 2021 che porta il suo nome, il vino bianco 100% Turbiana che lui iniziò a produrre negli anni Cinquanta e che tutt’ora, alla soglia dei 90 anni, consuma a ogni pasto.

Cantina Lazzari

Per la cantina Lazzari si tratta di un grande successo, dedicato ovviamente all’instancabile Fausto: per la prima volta un vino della denominazione Capriano del Colle centra il massimo traguardo. E lo fa con un bianco, non con i rossi che caratterizzano la zona: «Questo aspetto destabilizza le politiche del territorio - osserva il nipote Davide -. Con papà Giovanni, mio zio Dario, mio fratello Giordano e il nostro agronomo Angelo Divittini abbiamo sempre sognato questo momento, forse mai credendo di poterci arrivare». Invece è successo.

I Lazzari possono condividere questa gioia con altre due cantine bresciane che come la loro figurano per la prima volta nel gotha (i Tre Bicchieri 2023) del Gambero Rosso. Sono la Avanzi di Manerba del Garda e la Mirabella di Rodengo Saiano. Tre cantine in festa, quindi, che si aggiungono ad altre quindici già avvezze a questo alto riconoscimento e presenti pure per il 2023 nella prestigiosa lista.

Cantina Avanzi

La Avanzi brinda al successo con il suo Rgc Valtènesi Chiaretto Antitesi 2021, un vino rivoluzionario ma intriso di tradizione. Come spiega uno dei titolari della cantina, Giovanni Avanzi, «è un rosato destinato a durare nel tempo: è composto da una parte di Groppello e una di Barbera ed è proprio quest’ultima, con la sua acidità, a renderlo un vino da bere anche dopo uno o due anni. I rosati, in generale, sono considerati vinelli facili, giovani, da consumare nell’annata. Con l’Antitesi - sottolinea - abbiamo cercato di avvicinarci ai prodotti della Provenza che invece durano nel tempo».

Cantina Mirabella

Tre Bicchieri per questo rosato e altrettanti per il Franciacorta Dosaggio Zero Døm Riserva ’15 della Mirabella. Alessandro Schiavi, socio e responsabile degli enologi della cantina, è felicissimo: «Quello certificato dal Gambero Rosso non è solo un successo enologico - commenta -, ma la dimostrazione che la nostra azienda è riuscita a creare un gruppo che funziona». Il vino che ha vinto è «una Riserva Døm in cui confluiscono i nostri grappoli migliori.

Nasce da una vigna con oltre 40 anni di storia e stabilità. Vanta una componente di Pinot bianco (15%), il vitigno strategico dell’azienda, di Pinot nero (30%) e di Chardonnay (55%)». Raggiunto questo traguardo, «ci impegneremo - promette - a confermarlo». Complessivamente, stando alle anticipazioni della guida Vini d’Italia 2023, in Lombardia possono fregiarsi dei Tre Bicchieri 12 etichette della Franciacorta, 4 della riviera del Garda classico, due luganiste e, uscendo dalla nostra provincia, 4 valtellinesi e 8 oltrepadane.

Anche Mosnel e cantina Pasini San Giovanni hanno di che brindare. La prima ha prodotto la miglior bollicina dell’anno, la seconda il miglior rosato dell’anno. 
A decretarlo è la guida Vini d’Italia 2023 del Gambero Rosso le cui anticipazioni sono state diffuse in questi giorni.

Mosnel

La bollicina super applaudita è il Pas Dosé Parosé ’16 del Mosnel, «un Franciacorta che produciamo dalla vendemmia 2001 visto inizialmente con sospetto perché non dosato, tenue, estremo - spiega Lucia Balzano, titolare della cantina di Camignone insieme al fratello Giulio -. Questa, però, è la nostra idea di rosé che ha conquistato il pubblico di appassionati. Il premio rappresenta per noi un riconoscimento alla qualità del lavoro fatto».

Pasini

Lasciata la Franciacorta, per gustare il miglior rosato dell’anno bisogna recarsi a Raffa di Puegnago e stappare un buon Rgc Valtènesi Chiaretto Lettera C ’20 della cantina Pasini San Giovanni. Paolo Pasini, titolare di terza generazione, è entusiasta: «Questo premio certifica il lavoro di ricerca dell’identità territoriale della Valtènesi che svolgiamo da anni. La nostra è una zona caratterizzata da finezza, leggerezza e armonia. Lettera C ha la delicatezza e l’essenzialità dei vini giovani ma, allo stesso tempo, vanta una tensione gustativa e una ricchezza espressiva superiori».

Prodotto da vigne adulte di Groppello Gentile e affinato in piccole botti di ceramica (che si chiamano «clayver»), questo rosato deve la sua «C» a «un cerchio che rappresenta l’armonia e ha un tratto aperto all’evoluzione, al cambiamento». Per il Gambero Rosso questo vino «riesce a esprimere una complessità gustativa senza peso, tra richiami di essenze agrumate e balsamiche». 

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