Nell’albo d’oro del campionato mondiale di Formula 1 ci sono solo due piloti italiani. Sono Nino Farina, che su Alfa Romeo vinse l’edizione del 1950 e Alberto Ascari, che su Ferrari si aggiudicò i tornei del 1952 e del 1953. Da qualche giorno, però, il nostro Paese può vantare un nuovo trionfo nel prestigioso mondo delle quattro ruote grazie al successo registrato da un altro «As.car.i», su una Dallara AV-21 «targata Brescia», all’Indy autonomous challenge di Las Vegas, la prima competizione tra auto a guida autonoma.
«As.car.i» sta per «Autonomous car intelligence» ed è il pilota virtuale battezzato dal Politecnico di Milano in omaggio appunto al campione italiano. Altro non è, insomma, che un software realizzato dal team PoliMove, composto da quindici ingegneri dell’ateneo meneghino capitanati dal prof. Sergio Matteo Savaresi, originario di Manerbio. Inoltre, lo sponsor principale di questo ambizioso progetto, che ha contemplato un investimento vicino al milione di euro, è e-Novia, l’incubatore di imprese con sede nel capoluogo lombardo e che vanta una significativa presenza bresciana nel capitale sociale con le famiglie De Miranda (Ori Martin), Streparava, Novali (Mont.el) e dei fratelli Aldo e Carlo Bonomi (Rubinetterie Bresciane).




