La parola «artigianale» potrà essere usata solo dagli artigiani

Da oggi la parola «artigianale» non è più un'etichetta da usare con leggerezza (o con fantasia). Entra infatti in vigore la norma introdotta dalla legge annuale per le pmi che mette ordine nell'utilizzo del riferimento all'artigianato nella pubblicità di prodotti e servizi.
In poche parole «artigianato» e «artigianale» sono diventati, a tutti gli effetti, termini regolati per legge. Con l’entrata in vigore della Legge per le Pmi, queste denominazioni sono ora riservate esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane. Per chi non rispetta le regole, sono previste sanzioni pesanti: fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro.
L’intervento di Confartigianato
«È la fine della concorrenza sleale - sottolinea il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, Eugenio Massetti - vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy. Si tutela anche il consumatore, che potrà avere la certezza di acquistare prodotti davvero realizzati da imprese artigiane frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori».

Ora il principio è chiaro: «artigianale» non è più uno slogan di marketing - ribadiscono da Confartigianato -, ma una qualifica precisa, riconosciuta per legge e finisce l’epoca dei furbetti. La nuova norma, insomma, rafforza la trasparenza del mercato.
«La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale – spiega ancora Massetti –. In sostanza, si chiude l’era dei furbetti che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo. Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di 25.000 euro».
La posizione di Cna
Da oggi, semplificano da Cna Brescia, il «gelato artigianale» non potrà più essere il risultato di semilavorati standardizzati, ma dovrà nascere da un laboratorio e da competenze reali. Così come un «tavolo artigianale» dovrà essere frutto di lavorazione autentica e non solo di una definizione commerciale.

Lo stesso vale per l’abbigliamento su misura o per i prodotti della tradizione alimentare: meno etichette creative, più lavoro vero. «Si tratta di un salto di qualità importante - sottolinea il presidente di Cna Brescia, Giordano Apostoli - che tutela il mondo dell’artigianato e rappresenta una necessaria operazione di trasparenza. Questa norma valorizza chi lavora secondo standard di qualità e contribuisce a difendere le filiere artigiane del territorio. Ora i consumatori hanno uno strumento in più per orientare le proprie scelte in modo consapevole. Come Cna ci siamo sempre battuti per questo risultato, perché crediamo che il valore del lavoro artigiano debba essere riconosciuto e protetto».
«Siamo molto soddisfatti per l’importante novità normativa – sottolinea il presidente nazionale Cna Dario Costantini - che rappresenta un traguardo fondamentale per l’artigianato. Ora è essenziale assicurare controlli capillari da parte delle autorità competenti, a garanzia degli artigiani e soprattutto dei consumatori».
Il commento di Assopadana Claai

Anche il presidente di Assopadana Claai (Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane), Stefano Guerrini, interviene sul tema: «Esprimo la mia piena e convinta adesione a quanto stabilito dal provvedimento legislativo. Finalmente vengono riconosciute tutele fondamentali per la sopravvivenza e lo sviluppo delle nostre imprese».
Secondo il presidente la legge interviene concretamente per difendere la categoria dalle fluttuazioni del mercato e dalla concorrenza sleale. Viene finalmente ridata dignità al lavoro manuale, tecnico ed artistico, cuore pulsante della nostra economia territoriale. Le misure introdotte permetteranno agli artigiani di guardare al futuro con maggiore stabilità e fiducia. «La Claai ha lavorato instancabilmente per far sentire la voce dei propri associati ai tavoli istituzionali» conclude Guerrini. «Oggi raccogliamo i frutti di questo impegno. Vigileremo affinché l'applicazione della legge sia immediata ed efficace, restando come sempre al fianco di ogni singolo artigiano per sostenerlo in questa nuova fase di crescita».
Una «svolta» per Associazione Artigiani

«È una svolta concreta per la tutela della categoria e per la valorizzazione del vero artigianato».Commenta così Elena Calvetti, presidente di Associazione Artigiani Brescia. «Legalità, qualità e trasparenza tornano al centro del mercato. Accogliamo con soddisfazione l’entrata in vigore della legge che contrasta l’abuso delle qualifiche artigiane, riservandone l’utilizzo alle sole imprese iscritte all’Albo. Il provvedimento segna un passaggio decisivo contro l’abusivismo e la concorrenza sleale, fenomeni che per anni hanno penalizzato le imprese regolari e danneggiato i consumatori. Come Associazione Artigiani, continueremo a vigilare sull’applicazione della norma e a sostenere le imprese che operano nel rispetto delle regole».
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