Economia

Industria discografica: la Time Records sigla un accordo pluriennale con la francese Believe

Il gruppo transalpino conta 1.720 dipendenti ed è un operatore globale nella distribuzione digitale
Giacomo Maiolini, in poltrona, con Luca Daher - © www.giornaledibrescia.it
Giacomo Maiolini, in poltrona, con Luca Daher - © www.giornaledibrescia.it

I rapporti che funzionano, sono destinati a continuare e rafforzarsi. Ecco perché nei giorni scorsi Time Records e Believe hanno rinnovato l’accordo pluriennale che lega le due società, esplicitando la voglia di raggiungere insieme ulteriori traguardi.

Stiamo parlando di due realtà differenti per background e mission, ma operanti nello stesso comparto (la musica) e complementari, oltre che caratterizzate dal comune orgoglio di essere «indipendenti»; dunque destinate prima o poi a incontrarsi, cosa che in effetti è avvenuta nel 2017, con reciproca soddisfazione.

I dettagli

La bresciana Time Records, che vanta la conduzione genialmente inossidabile del fondatore Giacomo Maiolini, rappresenta una delle più affascinanti e atipiche storie di successo nell’industria discografica internazionale degli ultimi decenni, come testimoniano i numeri: più di 100 milioni di dischi venduti e oltre 5 miliardi di streaming con gli artisti dell’etichetta, conditi da 2 Grammy Awards (gli Oscar di categoria) e innumerevoli dischi d’oro e di platino.

Believe nasce invece in Francia, nel 2005, per supportare artisti (tra questi, nel nostro Paese, ci sono Ultimo, Noyz Narcos, Fast Animals & Slow Kids e tanti altri) ed etichette indipendenti: un vero colosso della distribuzione digitale in ambito musicale, presente in oltre 50 paesi con i suoi 1.720 dipendenti, rilevante pure in mercati ostici come quelli indiano e cinese; tra i protagonisti del rilancio di un settore tornato in salute grazie al successo dello streaming, che ha reso di nuovo profittevole ciò per cui nessuno sembrava più disposto a pagare.

Le sinergie

Affinità elettive uniscono le due società. È dal 1984 che Maiolini e la sua Time riescono a mettere a soqquadro le regole del mercato globale e le abitudini consolidate, «inventando» di volta in volta nuovi fenomeni (dall’Eurobeat, diventato un culto in Giappone con vendite mensili a cinque zeri, fino ai Grammy Awards, passando per ripetuti primati nelle chart inglesi, come nessun’altra realtà italiana ad oggi): il segreto è pensare in modo innovativo e laterale rispetto alle dinamiche dell’industria, ponendo sempre al primo posto ricerca ed intuizione; e la Time - in una storia ormai lunga quattro decenni - è stata di continuo un vero e proprio «gamechanger», intravedendo successi e strategie vincenti prima di chiunque altro (e, sovente, laddove nessuno aveva pensato anche solo di immaginarli).

Believe - rappresentata dall’amministratore delegato Italia, Luca Daher - è in tal senso il partner (nativo digitale) perfetto, per l’attitudine a pensare in modo innovativo, a una visione fatta di futuro e voglia di rischiare, analizzando nel modo più affilato possibile le dinamiche in continua evoluzione del mercato: tutto questo è patrimonio comune. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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