Occhi dell’Intelligenza artificiale sulle colture, sensori per monitorare il microclima, software specifici per progettare il campo coltivato del futuro. Si chiama Prospecto ed è bresciana l’innovativa startup specializzata in AgTech (tecnologia applicata all’agricoltura) capace di trasformare le normali operazioni in campo in monitoraggio intelligente.
L’azienda combina Intelligenza Artificiale, sistemi di computer vision e stazioni di misurazione IoT per digitalizzare le aziende agricole e implementare l’agricoltura di precisione. Il servizio di Prospecto funge da intermediario tecnologico per rendere la gestione dei campi più intelligente, sostenibile e predittiva.
Tre pilastri
L’offerta della startup si articola principalmente in tre pilastri tecnologici: Vision Systems, Weather Stations, Custom Projects. I sistemi di visione automatizzano attraverso l’AI il monitoraggio visivo delle colture senza richiedere sforzi aggiuntivi all’agricoltore: nella prima fase si installa una telecamera direttamente sul veicolo agricolo già in uso (come un trattore). Durante i normali passaggi nei campi, il dispositivo scatta immagini georeferenziate ad alta precisione.
I modelli avanzati di Intelligenza Artificiale analizzano poi le immagini per estrarre informazioni cruciali, come il conteggio dei frutti o dei grappoli e la densità fogliare della chioma. Tutti i dati elaborati vengono inviati a una dashboard personalizzata. L’agricoltore può consultare report dettagliati, mappe di resa e mappe di prescrizione per capire esattamente dove e come intervenire.

Il microclima
Ma Prospecto sviluppa anche sistemi hardware e sensori per monitorare il microclima locale della coltura. In questo caso l’agricoltore seleziona le variabili ambientali che desidera tenere sotto controllo (come temperatura e umidità dell’aria, bagnatura fogliare, velocità del vento o contenuto d’acqua nel suolo). I dati confluiscono poi nella stessa dashboard cloud.
È possibile impostare allarmi personalizzati che notificano l’utente in tempo reale quando si verificano specifiche condizioni di rischio (utili per prevenire fitopatie, gelate o stress idrico). Infine, per le aziende agricole o le grandi realtà agroalimentari che hanno esigenze uniche, la startup progetta e realizza soluzioni tecnologiche su misura, integrando sensori personalizzati e software specifici in base alle idee del cliente.
Il report
Proprio per il suo innovativo dna, Prospecto è tra 118 startup, Pmi, spinoff e imprese del nuovo report di Cariplo Factory «Next-Gen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro». Il settore agroalimentare è oggi sotto pressione come non mai: crisi climatica, tensioni geopolitiche, nuove abitudini di consumo e un massiccio spreco di alimenti richiedono risposte urgenti. Dal report emerge che le startup e anche le imprese innovative di Brescia stanno dando un contributo concreto a queste sfide, sviluppando soluzioni tecnologiche lungo tutta la filiera.
È da queste premesse che Cariplo Factory, uno dei più importanti hub di innovazione in Italia focalizzato su digital transformation e circular economy, ha dedicato il suo quinto report alle imprenditrici e agli imprenditori che hanno deciso di far proprie le sfide più urgenti, sviluppando soluzioni capaci di intercettare la crescente domanda di cambiamento.
I settori
Tra gli ambiti maggiormente presidiati a livello nazionale troviamo proprio l’Agritech e Innovative Farming (22% delle imprese), il Foodtech e la trasformazione (19%) e i Servizi e consulenza (11%). Le aziende lavorano su temi come la riduzione degli sprechi, le nuove fonti proteiche, la tracciabilità, la nutrizione personalizzata e il food as medicine. Il 39% ha già tecnologie pienamente operative e validate sul mercato, tre su quattro hanno ricevuto premi e riconoscimenti, oltre sei su dieci hanno raccolto investimenti.
Fondate in sensibile maggioranza da team composti da soli uomini (58%), queste aziende mostrano una presenza femminile significativa e crescente: i team composti unicamente da donne hanno ricevuto premi e riconoscimenti nel 90% dei casi e mostrano una propensione superiore alla partecipazione a programmi di accelerazione. La concentrazione geografica rispecchia il divario strutturale del Paese: la Lombardia guida con il 32% delle aziende, seguita da Veneto (11%) ed Emilia-Romagna (10%).




