Le Pmi bresciane che sono cresciute di più tra il 2020 e il 2024

È stato presentato ieri, ed è disponibile sia online che in edicola, il nono rapporto sullo stato di salute delle piccole e medie imprese bresciane, frutto del lavoro del team di ricercatori dell’Università degli Studi di Brescia coordinato dal prof. Claudio Teodori insieme alla redazione economia del nostro giornale.
«Le 1000 Pmi. Le piccole che fanno grande Brescia» raccoglie i dati del fatturato delle prime mille piccole e medie imprese del nostro tessuto produttivo, con un focus sulle 500 che nel quinquennio 2020-2024 hanno registrato i migliori tassi di crescita.
Ecco le tre pmi da podio.
Artemia costruzioni

La Pmi che tra 2020 e 2024 ha avuto il miglior tasso di crescita medio anno del fatturato è la Artemia costruzioni di Castrezzato. Avviata nel 2018, si è distinta per la capacità di offrire e presentarsi ai clienti come interlocutore unico per tutto il lavoro da svolgere quando si costruiscono case, condomini o opere edili di diverso genere, dalla progettazione alla realizzazione dei lavori chiavi in mano, occupandosi quindi non solo della parte edilizia classica ma anche degli impianti. A completare l’offerta della società con base in via Marconi 75 c’è anche la possibilità di utilizzo dei materiali performanti nell’isolamento e di tecnologie avanzate per dotare la casa dei comfort richiesti. In possesso dell’attestazione SOA OG1, Artemia è anche costruttrice di opere pubbliche.
I numeri
I numeri dicono che nel 2020 il fatturato è stato 759.000 euro. Si è poi impennato a 18,2 milioni nel 2021 e triplicare nel 2022 toccando quota 55,6 milioni, per poi scendere a 46,5 milioni nel 2023 e continuare la discesa fino a 10,09 milioni nel 2024. Nei cinque anni il Tasso anno di crescita composto (Cagr) è stato del 90,9%. Tra gli altri valori, l’Ebitda è stato del 13,9% nel 2024 ma la media dei cinque anni è inferiore e non va oltre il 6,3%; l’Ebit è stato di 1,1 milioni nel 2024 e ha avuto una media quinquennale di 518.000 euro; l’utile di esercizio nell’ultimo anno preso in considerazione ha toccato quota 618.000 euro, con una media dell’intero periodo di 272.000 euro. Il patrimonio netto è arrivato a 1,381 milioni (2024), le passività a 7,2 milioni e il rapporto di indebitamento a 5,2, contro una media del periodo del 40,4.
Alphamet

La Alphamet di Gussago, in via Nicolò Tartaglia, si occupa di raccolta e lavorazione di materiali ferrosi e non ferrosi, tra cui soprattutto acciaio, rame, alluminio, ferro, stagno e nichel. La gestione degli scarti avviene in collaborazione con grossisti, fabbriche e industrie. In questi anni Alphamet ha trattato una media di oltre 15.000 tonnellate di rottame l’anno e ha una maturato una capacità di demolire una ventina di cantieri in 12 mesi. I principali servizi messi a disposizione sono il taglio ossipropanico, per lavorazioni su misura a favore dei settori industriali; i cassoni in comodato d’uso per stoccaggio e gestione di materiali e rifiuti industriali; raccolta e smaltimento. Fondamentale la dotazione di mezzi e attrezzi speciali che comprende autotreni, motrici, bilici con e senza gru, carrellone con rampe, caricatori industriali con impianti idraulici avanzati, cesoia da 44 quintali e calamita.
I numeri
Nei cinque anni presi in considerazione Alphamet ha avuto un tasso annuo medio di crescita del 78,8%, con fatturato passato dai 748.000 euro del 2020 al milione 250.000 del 2021, fino ai 5.168.000 del 2022, ai 3.220.000 del 2023 e ai 7.645.000 del 2024. L’Ebitda medio dei cinque anni è stato del 4,4%, quello del 2024 3,8%; l’Ebit è stato di 241.000 euro nel 2024, con una media quinquennale di 141.000 euro; l’utile di esercizio nell’ultimo anno preso in considerazione ha toccato quota 77.000 euro, con una media dell’intero periodo ancora di 77.000 euro. Il patrimonio netto è arrivato a 390.000 euro (2024), le passività a 1,727 milioni e il rapporto di indebitamento a 4,4, contro una media di 2,4.
Tassone costruzioni

Grazie a un 2024 in grande spolvero, in cui ha più che raddoppiato i fatturati del 2023 e del 2022, la Tassone costruzioni di Lumezzane ha raggiunto il 67,1% di tasso annuo medio di crescita. La Pmi con quartier generale in via Montesuello si occupa di realizzare case e immobili commerciali e artigianali, della loro vendita diretta, ma anche della manutenzione degli edifici civili e industriali, e delle ristrutturazioni.
I numeri
I numeri economici mostrano, dopo il rimbalzo di fatturato da 907.000 a 4.356.000 euro dal 2020 al 2021, una tenuta di poco al di sopra dei 3 milioni per i due anni seguenti, con uno slancio deciso fino a 7.065.000 per il 2024. A mostrare in modo particolare il momento brillante della Tassone è l’Ebitda sul fatturato, arrivato nel 2024 a toccare i 27,1 punti percentuali e una media quinquennale addirittura del 38,9%, valori di livello eccellente. Con il risultato operativo netto (Ebit) 2024 a 1.801.000 euro e una media 2020-2024 a 1.078.000, l’utile di esercizio ha raggiunto quota 1.505.000 euro, per una media spalmata sui cinque anni di 666.000 euro. Passi in avanti anche sul fronte del patrimonio netto, che sfiora i 10 milioni e si ferma a 9.531.000 euro, in crescita del 50% sul 2020, quando era di 6.525.000 euro, per una media di 7.918.000 euro. Segni positivi anche per il rapporto di indebitamento, che nel 2024 non è andato oltre un indice di 0,4, segni che l’azienda ha una struttura solida con una netta prevalenza dei mezzi propri rispetto al debito finanziario; in questo calo la media sui cinque anni è stata dello 0,9. Le passività infine sono scese a 4.167.000 euro. f.a.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

