Imprese

Metal Work rileva la Signal di San Zeno: utile 2025 in crescita

Il gruppo di Concesio investe nella componentistica elettronica. Nel 2025 il fatturato sale a 271 milioni (+6,6%), Ebitda a 35 milioni, i profitti superano gli 11 milioni. Presto l’ampliamento della sede
A Concesio il quartier generale della Metal Work
A Concesio il quartier generale della Metal Work
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In un contesto internazionale segnato da conflitti, instabilità geopolitica, tensioni commerciali e prezzi delle materie prime alle stelle, anche le imprese più strutturate si muovono con cautela, cercando nuove traiettorie di sviluppo. «Fare impresa oggi è diventato estremamente complicato – osserva Daniele Marconi, che con Valentino Pellenghi è alla guida del gruppo Metal Work –. Quasi impossibile programmare: le variabili in campo sono troppe e spesso incontrollabili».

Alla guida di Metal Work: Daniele Marconi e Valentino Pellenghi
Alla guida di Metal Work: Daniele Marconi e Valentino Pellenghi

Incertezza geopolitica e manifattura

I conflitti in Iran, a Gaza ed in Ucraina hanno solo suonato un campanello d’allarme per la manifattura italiana ed europea. «La pressione competitiva di Cina e India, che insieme fanno tre miliardi di abitanti, è pesante: la Cina sta letteralmente divorando i mercati internazionali offrendo prodotti tecnologicamente avanzati a costi nettamente inferiori». Una sfida che impone maggiore efficienza e innovazione: «Dobbiamo lavorare sull’automazione interna e sulla capacità di essere competitivi».

Eppure, proprio in questo scenario, la multinazionale tascabile bresciana continua a crescere e ad investire, confermando una strategia industriale fondata su integrazione e diversificazione. Il gruppo di Concesio – che consolida 70 società, 29 filiali estere e circa 1.500 dipendenti, 600 dei quali solo nel quartier generale di Concesio – ha recentemente perfezionato l’acquisizione del 100% di Signal, azienda di San Zeno Naviglio specializzata nella componentistica elettronica.

Fondata dalla famiglia Alborghetti, Signal conta una cinquantina di addetti, una trentina a San Zeno ed una ventina nella filiale cinese nel distretto di Shanghai, e sviluppa un fatturato di circa 8 milioni di euro. L’operazione segue quelle avviate lo scorso anno in Spagna, con l’acquisizione di AR Vacuum, gli investimenti in Messico, negli Stati Uniti ed in Vietnam, rafforzando il presidio internazionale del gruppo.

L’acquisizione di Signal risponde a una logica industriale precisa: «L’elettronica è sempre più centrale nei nostri prodotti. Le nostre valvole integrano schede elettroniche: era già un nostro fornitore, oggi diventa parte integrante del gruppo» spiegano Marconi e Pellenghi. Una scelta che consolida il core business nell’automazione industriale, in linea con la visione del fondatore Erminio Bonatti, ma che al tempo stesso accelera l’ingresso nella meccatronica, ambito sempre più strategico. «Ci muoviamo in settori sinergici, diversificando senza perdere identità», spiegano i manager.

I numeri consolidati del 2025

I dati preliminari del bilancio 2025 confermano la solidità del percorso: il fatturato consolidato raggiunge i 271 milioni di euro, in crescita del 6,6% rispetto ai 255 milioni del 2024. L’Ebitda si attesta tra i 34 e i 35 milioni, mentre la posizione finanziaria netta è in miglioramento. L’utile netto è previsto intorno agli 11 milioni, anch’esso in crescita. «Nonostante uno scenario completamente cambiato, siamo soddisfatti dei risultati», sottolineano Marconi e Pellenghi.

Negli ultimi quattro anni il gruppo ha investito circa 60 milioni, di cui 14 solo nell’ultimo esercizio, confermando un ritmo sostenuto. Tra i progetti figurano nuove acquisizioni immobiliari nella provincia bresciana – tra cui Lumezzane, dove è stata sviluppata Metal Work Service – e l’acquisto di nuovi immobili in mercati come Regno Unito, Danimarca, Polonia, Thailandia e Paesi Baschi. Prestoi al via anche l’ampliamento del quartier generale di Concesio.

Le previsioni del 2026

Il primo trimestre 2026 è positivo: i ricavi sono in leggera crescita, ma le preoccupazioni non mancano per una situazione economica che potrebbe evolvere in recessione.

Lo sguardo è rivolto al futuro anche sul piano organizzativo. Il gruppo sta avviando un percorso strutturato di inserimento di nuovi manager, con l’obiettivo di garantire continuità e accompagnare il passaggio generazionale. Parallelamente prosegue l’impegno sociale attraverso la Fondazione Bonatti, attiva nel sostegno soprattutto alla sanità e al territorio, con progetti in collaborazione con l’Ospedale Civile e associazioni impegnate nella ricerca oncologica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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