La Piadineria da Montirone a New York: apre il primo negozio negli Usa

I panetti freschi partiti dallo stabilimento di Montirone sono atterrati a New York: è il primo passo americano de La Piadineria, il gruppo nato a Brescia e oggi leader nazionale di quello che viene definito il «fast casual food». L’apertura ufficiale del ristorante pilota è fissata per dopodomani, 19 febbraio, dopo un «soft opening» che ha già registrato buoni riscontri tra gli italiani ed i clienti locali, attratti da un posizionamento prezzo-qualità competitivo.
Made in Brescia
Il punto La Piadineria si trova nel Flatiron District, a Midtown, area strategica tra uffici e flussi turistici, ideale per un format che punta sui pranzi veloci di qualità (le piade partono da 11 dollari, circa due in meno rispetto a catene fast casual concorrenti). Ma la cosa più curiosa è che per ora l’impasto arriva refrigerato direttamente dallo stabilimento di Montirone, anche se il business plan prevede – entro breve – la realizzazione di un laboratorio locale capace di servire fino a sette punti vendita nella metropoli statunitense. L’obiettivo – dichiara il cero del Gruppo Roberto Longo – è aprire altre tre o quattro insegne entro l’anno e poi espandersi sulla costa Est dal 2027, ottimizzando logistica e marketing.
Le origini
Dietro l’operazione c’è una storia imprenditoriale tutta bresciana. L’azienda nasce nel 1994 dall’intuizione di due ventenni, Pierantonio Milani e Franco Beccaria, che aprono il primo negozio a Brescia con una ricetta familiare. La crescita porta nel 2006 all’ingresso di Donato Romano come socio e ceo, mentre nel 2015 la maggioranza passa a DeA Capital. L’espansione accelera con l’acquisizione del fondo Permira nel 2018 e culmina nell’aprile 2024 con il passaggio sotto il controllo totale di Cvc Capital Partners per oltre 600 milioni.
Oggi il gruppo conta quasi 4 mila dipendenti e un ritmo di crescita sostenuto: circa 80 aperture annue tra 2025 e 2026, dopo aver superato quota 500 ristoranti.
Il campus
A Montirone, oltre allo stabilimento produttivo, è stato realizzato anche un campus per la formazione, con spazi didattici e foresteria, a conferma di una filiera che resta fortemente radicata nel territorio bresciano pur guardando all’estero.
A guidare la nuova fase è il ceo Roberto Longo, arrivato dopo un lungo percorso in McKinsey & Company e chiamato ad accelerare l’internazionalizzazione. L’avvicendamento con Andrea Valota, ora general manager, segna il passaggio da una fase di consolidamento domestico a una di espansione globale. Dopo la Francia – primo banco di prova estero – gli Stati Uniti rappresentano il mercato chiave per testare la scalabilità del modello: prodotto italiano standardizzato, filiera centralizzata e pricing accessibile. Longo conferma: «L’obiettivo è diventare un brand globale, replicando all’estero il modello di successo italiano».
Se Manhattan darà i risultati attesi, la piadina bresciana potrebbe diventare il prossimo ambasciatore del made in Italy nel fast casual internazionale.
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