Per Iveco un anno difficile: nel 2025 in calo utili e ricavi

Iveco Group archivia un 2025 difficile con ricavi e utili in calo «in un contesto difficile del settore in contrazione».
Il gruppo, che nella sede di Brescia conta circa 1.500 dipendenti, ha chiuso l’anno con ricavi consolidati pari a 13,4 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto al 2024, mentre l’ebit adjusted si è attestato a 645 milioni, contro gli 892 milioni dell’anno precedente, con un margine sceso al 4,8% (6,2% nel 2024) e l’utile netto adjusted è stato di 312 milioni (520 milioni nel 2024), con un risultato diluito per azione adjusted pari a 1,16 euro (1,91 euro nel 2024).
Cedola
La società controllata di Exor procede secondo la tabella di marcia per le operazioni annunciate: entro marzo sarà venduta la Difesa a Leonardo, con un maxi dividendo per gli azionisti. Proprio per deliberare questa operazione è stata convocata per il 25 marzo ad Amsterdam l’assemblea generale straordinaria. Va avanti secondo i tempi previsti anche la cessione dei veicoli commerciali all’indiana Tata Motors: il completamento dell’offerta pubblica di acquisto è previsto nel secondo trimestre 2026.
«Il 2025 è stato un anno sfidante per il nostro settore – commenta l’amministratore delegato Olof Persson –, tra la contrazione del mercato europeo e i ritardi produttivi. Abbiamo reagito rafforzando il controllo delle scorte, mantenendo una rigorosa disciplina dei costi e accelerando il nostro Programma di Efficienza. Siamo sulla buona strada per completare le operazioni straordinarie su Defence e Tata Motors secondo le tempistiche comunicate».
Numeri
Il free cash flow delle attività industriali nel 2025 è stato negativo per 109 milioni rispetto a uno positivo di 240 milioni nel 2024, principalmente per il calo delle vendite e per l’impatto una tantum legato all’elevato livello delle scorte della divisione Bus. Le consegne del gruppo in Europa sono diminuite del 21% rispetto al 2024, mentre sono aumentate del 16% in Sud America. Il calo dei volumi nel Vecchio Continente, insieme al ritardo nel ramp-up della produzione di autobus nello stabilimento di Annonay (Francia), ha pesato sia sui risultati economici sia sul free cash flow, con un impatto negativo stimato in circa 200 milioni di euro.
Nel segmento Truck, il gruppo ha puntato su un bilanciamento tra prezzi e quota di mercato, riducendo le scorte in Europa per compensare i livelli più elevati in Sud America. Nel Bus, i miglioramenti della redditività sono stati parzialmente annullati dai costi aggiuntivi legati ai ritardi produttivi e dei fornitori. Nel Powertrain, invece, la crescita dei volumi di motori per clienti terzi dalla seconda metà dell’anno ha sostenuto la ripresa della redditività.
Premio di risultato
La stessa Iveco pochi giorni fa aveva comunicato i premi di risultato per i suoi dipendenti, che sarà erogato a febbraio alle oltre 14.000 persone del gruppo in Italia. Gli importi lordi, comprensivi del moltiplicatore del 10% legato alla riduzione del numero di infortuni, variano per livello e stabilimento, ma la media si attesta su 1.196 euro e la media ponderata delle erogazioni arriva a 1.216 euro. Per i circa 1.500 lavoratori impiegati nello stabilimento via Volturno le cifre sono però più contenute. A Brescia si andrà da un minimo di 766,47 euro a un massimo di 1.055,77 euro.
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