Imprese

Iveco a Brescia: previsti nuovi investimenti per 12 milioni

A Torino il piano industriale di gruppo 2026. I sindacati: «Ora vogliamo incontrare Tata»
Operai al lavoro nello stabilimento di Iveco Group a Brescia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Operai al lavoro nello stabilimento di Iveco Group a Brescia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Crescita dei volumi produttivi nel 2026, nuovo piano investimenti e lancio di nuovi prodotto: il piano industriale illustrato da Iveco Group all’Unione Industriali di Torino disegna uno scenario di rafforzamento per gli stabilimenti italiani, compreso quello di Brescia, dove sono previsti 12,1 milioni di euro di nuovi investimenti per prodotto e processo e una ripresa dei volumi dopo un 2025 segnato dalla cassa integrazione a singhiozzo.

A livello nazionale gli investimenti saliranno a quasi 77 milioni, contro i 46,6 dello scorso anno, mentre sullo sfondo resta l’operazione di acquisizione da parte di Tata Motors, attesa entro giugno.

I sindacati

Tra i sindacati si respira un clima di fiducia. In una nota Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR, spiegano che il gruppo prevede per il prossimo anno un incremento dei volumi produttivi in tutti gli stabilimenti italiani, accompagnato da un aumento degli investimenti. «È emersa una situazione di probabile miglioramento rispetto a un 2025 caratterizzato purtroppo da un significativo calo di volumi», spiegano le sigle, parlando di un piano che «dimostra l’impegno a salvaguardare e rilanciare i siti italiani».

Il quadro si inserisce nel contesto dell’acquisizione da parte di Tata Motors, che secondo i sindacati dovrebbe perfezionarsi entro giugno, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie e completata l’Opa, che a sua volta durerà almeno 40 giorni. «L’impegno dichiarato da Tata consiste nel rispettare e nel supportare la strategia di Iveco», sottolineano, ribadendo la richiesta di un confronto con il nuovo azionista al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire continuità industriale.

In via Volturno

Per Brescia il piano sembra segnare una svolta. Tutte le linee produttive sono indicate in crescita: dall’Eurocargo all’eDaily, fino al minibus e al Daily 4x4, quest’ultimo arrivato nel sito di via Volturno da sito di Bolzano. Gli investimenti previsti sul sito ammontano a circa 12,1 milioni nel 2026, con nuovi lanci legati all’aggiornamento delle normative europee.

La sede bresciana di Iveco © www.giornaledibrescia.it
La sede bresciana di Iveco © www.giornaledibrescia.it

In prospettiva spicca la preparazione della nuova versione dell’Eurocargo Model Year 2028, che resterà prodotta a Brescia. Il modello sarà un’evoluzione dell’attuale, con maggiore efficienza, sistemi di guida assistita e focus sulla transizione energetica, mantenendo il ruolo di veicolo versatile per il trasporto medio raggio.

I commenti

Tra i sindacati prevale un cauto ottimismo. Per il segretario nazionale Uilm, Gianluca Ficco: «Il piano è positivo, attesta la volontà di continuare a puntare sullo stabilimento di Brescia che nell’ultimo quadriennio ha stabilizzato 333 dipendenti ed occupa 95 dipendenti con contratto somministrato. Le scelte fatte in questi anni su Brescia hanno centrato l’obiettivo di restituire un futuro alla fabbrica. Ci conforta sapere che Tata ha intenzione di sostenere le strategie avviate da Iveco».

Sulla stessa linea il segretario della Fismic Brescia, Oreste Guercia, presente all’incontro di Torino: «Ora attendiamo l’incontro con i vertici Tata». Mentre per Stefano Olivari, segretario Fim Cisl Brescia, «l’incontro ha restituito un clima di fiducia sullo stabilimento bresciano. Gli anni più bui sono lontani. Ci può essere una ripresa della produzione».

Più prudente la Fiom. Il segretario Maurizio Oreggia osserva: «La nostra valutazione sulle dichiarazioni dell’azienda non può che essere positiva, ma ciò dovrà trovare riscontro nella realtà fin dai prossimi giorni e settimane, perché come ben sappiamo un progetto come quello del nuovo Eurocargo non può nascere da un giorno con l’altro e non possiamo sostenere di avere elementi di garanzia e certezza soprattutto alla luce dell'imminente passaggio di proprietà». «Altro tema che a nostro avviso dovrà essere affrontato – conclude Oreggia – è il sistema di regole delle relazioni sindacali del Ccsl, superato dalla storia ed oramai anacronistico».

Nel complesso, l’incontro torinese segna un cambio di clima dopo mesi di incertezza: più investimenti, nuovi prodotti e il ritorno della crescita dei volumi, ma con la variabile dell’operazione societaria ancora aperta. Per Brescia, però, il segnale pare chiaro: il sito continua a restare strategico nel futuro industriale del gruppo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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