In 80 anni Filippini ha portato Brescia in sella a una Vespa

La concessionaria fondata dal signor Elia rimane un punto di riferimento per gli appassionati delle due ruote Piaggio, che festeggia gli otto decenni di vita
Camillo Facchini
Paola, Fabio e Marta Filippini - © www.giornaledibrescia.it
Paola, Fabio e Marta Filippini - © www.giornaledibrescia.it

Ottant’anni sono passati da quando dallo stabilimento di Pontedera è uscita la prima Vespa, questo il tempo trascorsi da quando il concessionario bresciano Elia Filippini ha venduto a Brescia la sua prima Vespa. Un caso? In economia il caso non ha spazio, l’hanno semmai qualità e tecnologia da una parte e dall’altra assistenza puntuale, impegno e buona volontà come (siamo stati testimoni) l’esser presenti il sabato pomeriggio in concessionaria pronti ad accogliere ed accontentare i clienti.

La storia della Vespa a Brescia è cominciata nel 1946 quando Elia Filippini, nonno di Fabio oggi in azienda, intuì che lo scooter avrebbe avuto un grande futuro; dopo Ennio tocca ai figli Giorgio e al fratello Aimo e oggi a Fabio, affiancato dalla moglie Paola e dalla figlia Marta, che continuano ad essere il punto di riferimento per i vespisti bresciani.

Alla Vespa Piaggio, sempre prodotta a Pontedera, con il tempo si sono aggiunti i marchi Guzzi e Aprilia, il primo che continua ad essere prodotto nello storico stabilimento di Mandello Lario, Aprilia in quello di Noale in Veneto: tutti e tre i marchi controllati da Immsi.

Un fenomeno sociale

Vespa, a Brescia come in tutta Italia, è stata un fenomeno sociale: nel 1946, e negli anni immediatamente successivi la guerra, le auto erano per pochi, mentre lo scooter aveva un’accessibilità di costo che ha aperto la strada alla motorizzazione su due ruote e che prosegue oggi con i modelli 50, 125, 150 e 310 cc. Oggi la concessionaria guidata da Fabio Filippini ne vende più di seicento l’anno tra Brescia e provincia ( quest’ultima ventisettesima in Italia per numero di scooter venduti, ma è quinta per motociclette) dove sono attivi otto rivenditori autorizzati.

Uno dei primi negozi Filippini - © www.giornaledibrescia.it
Uno dei primi negozi Filippini - © www.giornaledibrescia.it

«Chi Vespa mangia le mele»: era lo slogan pubblicitario inventato da Gilberto Filippetti e dall’agenzia «Leader» di Firenze per la Vespa 50 nel 1968-1969, in pieno clima di contestazione giovanile. La campagna era rivolta ai giovani ed associava la Vespa alla libertà ed il possederla era un simbolo di spensieratezza oltre che veicolo di corteggiamento per sfuggire agli occhi di mamma e papà. Pochi anni più tardi lo slogan veniva aggiornato con il «Melacompro».

La storia

Sono passati quasi sessant’anni dal lancio di quei claim di successo e ne sono passati ottanta da quando nel 1946 l’ingegnere Corradino D'Ascanio liberò il suo progetto, depositando il brevetto e dando il via libera alla Piaggio a mettere sul mercato un pezzo di made in Italy più famosi al mondo. Il progetto era nato dalla volontà di Enrico Piaggio di creare un mezzo di trasporto economico e funzionale per l'Italia appena uscita dalla guerra, dopo aver convertito l’azienda aeronautica di famiglia nella produzione di scooter.

L’ingegnere aquilano, non amando le motociclette, progettò un mezzo con scocca portante, frizione e cambio sul lato destro manubrio, posizione di guida comoda, simile a una poltroncina, due sedili per guidatore e passeggero, possibilità di portare sul pianale (dove c’era il freno posteriore) davanti al guidatore anche un bimbo. Per meglio comprendere la genialità di D’Ascanio un’ultima nota: progettò il primo elicottero, il forno elettrico, l’autovelox.

Il signor Elia nel 1946 intuì il successo che avrebbe potuto avere a Brescia lo scooter Vespa, nome intramontabile nella comunità di scooteristi, marchio che dà il nome all’azienda che festeggia ottant’anni e con essa la concessionaria Filippini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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