Hatz rileva il sito Stanadyne: «Manterremo tutti i 75 posti di lavoro»
Il giorno tanto atteso è arrivato: il 5 gennaio il gruppo tedesco Motorenfabrik Hatz ha acquistato la Stanadyne di Castenedolo, mettendo fine a tredici mesi di una crisi a suo modo emblematica che ha coinvolto i 75 dipendenti (all’inizio erano 90) e le loro famiglie, ma anche i sindacati, Confindustria, Regione Lombardia e diversi rappresentanti della politica bresciana, con incarichi regionali, comunali e nazionali, intervenuti a portare il loro sostegno quando la multinazionale proprietaria, la statunitense Cerberus di Jacksonville, insisteva nel voler chiudere lo stabilimento invece di vendere.
Nel comunicato che annuncia la conclusione dell’operazione, dal quartier generale di Ruhstorfan der Rott si spiega che «l’acquisizione rappresenta un passo importante nello sviluppo strategico del gruppo Hatz e rafforza l’orientamento verso un futuro a lungo termine, grazie a un’espansione che include un partner di livello internazionale, esperto e tecnologicamente forte. Oltre al gruppo Hatz – precisano – stanno investendo nello stabilimento di Castenedolo anche gli azionisti e altre società controllate del gruppo, impegnandosi per una crescita sostenibile, un avanzamento tecnologico e un rafforzamento della posizione per il futuro».
Occupazione
L’acquisizione prevede il mantenimento di tutti i 75 posti di lavoro e un nuovo nome aziendale, che non è stato comunicato. L’avvio del nuovo corso prenderà però corpo al gran completo solo tra qualche settimana con il trasferimento in via Matteotti della New Diesel di Montichiari, l’azienda partecipata al 100% dal gruppo tedesco Hatz, detentrice del 49% della newco che ha acquistato Stanadyne, il cui altro 51% è proprietà della holding Mrn dei fratelli Manuel, Rafael e Michael Hatz. L’arrivo di New Diesel al fianco di quella che ad oggi è ancora Stanadyne creerà uno sito punto di riferimento della componentistica diesel (sistemi di iniezione e valvole Egr per trattori, muletti e carrelli elevatori) della filiera dell’automotive bresciano e non solo, dislocato su 40.000 metri quadri di cui 17.000 coperti, presidiato oltre che dai 75 dipendenti ex Stanadyne anche dagli 11 impegnati ancora per un breve periodo a Montichiari.
La battaglia dei lavoratori
I primi a vincere quella che Fiom Cgil definisce una «vera e propria battaglia» sono stati i dipendenti, «protagonisti – come ricordato da Barbara Basile, la sindacalista che più di tutti ha seguito la vicenda – di una coraggiosa e capace resistenza (iniziata il 4 dicembre 2024 con l’annuncio della messa in liquidazione) con cui hanno mandato avanti la produzione per mesi nonostante il disinteresse della proprietà americana».
Una tenacia, quella delle maestranze, favorita dalla presenza sul nostro territorio di una filiera per cui la produzione di Stanadyne è determinante al buon esito delle lavorazioni, e quindi la chiusura avrebbe lasciato altre aziende senza componenti. Soddisfatta anche l’assessora a formazione e lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, convinta che «il mantenimento di tutti i 75 posti di lavoro e l’integrazione dello stabilimento nel gruppo Hatz sono il risultato di una regia istituzionale forte e di una collaborazione leale con i sindacati e Confindustria. Regione non si è limitata a osservare ma è intervenuta, coordinando e lavorando in squadra per difendere l’occupazione e rafforzare il sistema industriale lombardo».
Parte determinante della delicata mediazione per trovare l’acquirente è stata svolta da Confindustria. Come puntualizzato dal vicepresidente Fabrizio Vicari, «si chiude positivamente un percorso complesso, che ha visto, fin dall’inizio, il nostro impegno e quello di tutte le parti coinvolte con l’obiettivo comune di garantire la continuità produttiva e la tutela dei livelli occupazionali. Il successo di questa operazione dimostra, ancora una volta, l’efficacia delle relazioni industriali che negli anni abbiamo saputo costruire sul territorio con il sindacato. Sempre presente, anche nei momenti più difficili, il sindaco di Castenedolo Pieluigi Bianchini ha sottolineato l’importanza per il suo paese di Stanadyne, un’impresa che dal 1970 a oggi ha impiegato centinaia di castenedolesi e contribuito al benessere delle loro famiglie e della collettività».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.
