Feralpi Siderurgica, in tre anni investiti quasi 508 milioni di euro

Nel 2025 crescono produzione di acciaio (+4,7%) e ricavi (+3%). «Pronti per ogni tipo di sfida»
Lorenzo Angelini, Cesare e Giuseppe Pasini, Gianclaudio Torlizzi, Isabella Manfredi, Giovanni Pasini e Vincenzo Maragliano © www.giornaledibrescia.it
Lorenzo Angelini, Cesare e Giuseppe Pasini, Gianclaudio Torlizzi, Isabella Manfredi, Giovanni Pasini e Vincenzo Maragliano © www.giornaledibrescia.it

«Il risultato netto, forse, per voi non è significativo, ma per noi segna un cambio di rotta notevole», ammette il presidente Giuseppe Pasini. Nel 2025, la Feralpi Siderurgica è tornata all’utile in bilancio (401mila euro) rispetto alla perdita registrata nell’esercizio precedente (-37,74 milioni). Lo scorso anno, inoltre, il gruppo di Lonato ha registrato un aumento dei ricavi (+3%), a 1,7 miliardi. La voce di bilancio più eloquente, comunque, rimane quella relativa agli investimenti sostenuti nell’ultimo triennio, una somma che sfiora i 508 milioni.

«Nel 2025 abbiamo completato il piano investimenti avviato per tutte le business unit e raggiunto un nuovo traguardo in termini di sostenibilità – spiega Pasini –. Ora, Feralpi è tra le prime realtà italiane ed europee nel settore siderurgico a raggiungere un alto tasso di utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili, pari al 56%».

In altre parole, ribadisce l’imprenditore: «Il 2025 è stato un anno in cui abbiamo raggiunto l’assetto industriale che ci eravamo prefissato nel nostro piano industriale. È vero che il contesto in cui operiamo presenta ancora molte variabili, ma è vero anche che siamo pronti ad affrontarle. Grazie a una struttura produttiva all’avanguardia, abbiamo costruito le migliori condizioni per cogliere ogni opportunità che i mercati sapranno offrire, comprese quelle legate agli acciai a ridotto impatto».

Il punto

La produzione di Feralpi Siderurgica è cresciuta di quasi cinque punti percentuali (+4,7% sul 2024, a quota 2,7 milioni di tonnellate). «Un record per il gruppo - conviene Pasini in conferenza stampa - anche se la potenzialità potrebbe arrivare a 3 milioni, valore al momento prematuro». Il numero uno di Confindustria Lombardia può comunque dirsi soddisfatto: l’Ebitda della società ha compiuto un significativo balzo in avanti, da 27,64 a 87,2 milioni di euro.

La quota di ricavi generata all’estero è pari al 61%, di cui il 9,4% in Paesi extra Ue «I mercati sono sempre più regionalizzati - riconose con amarezza l’imprenditore -: e fuori dall’Europa, per diversi motivi, non siamo più competitivi». La posizione finanziaria netta della Feralpi Siderurgica si attesta a 196,9 milioni, rispetto ai 155,5 dell’anno precedente, soprattutto «a causa delle attività di investimento effettuate nel corso dell’esercizio, pur se accompagnate da una riduzione del capitale circolante», chiarisce il presidente.

«Il 2025 e i primi mesi del 2026 - non nasconde - si sono chiusi in un contesto internazionale segnato da una policrisi ormai strutturale, dove l’incertezza non è più l'eccezione ma la norma. Le tensioni geopolitiche si sono ulteriormente inasprite, con i conflitti in Ucraina e Medio Oriente ancora aperti e nuove faglie di instabilità che condizionano pesantemente le dinamiche economiche e sociali globali aggravando soprattutto la crisi energetica».

Il quadro

È in questo scenario, segnato da una crescente polarizzazione tra i grandi blocchi mondiali e da una progressiva regionalizzazione dei mercati, che Feralpi «ha affrontato il 2025, confermando la propria capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati e dimostrando la solidità del proprio modello industriale - sottolinea il Cfo, Vincenzo Maragliano -. È come se avessimo raddoppiato la nostra taglia industriale e tenete conto che l’80% degli investimenti è stato finanziato dall’azionista di Feralpi». Per quanto riguarda il numero di dipendenti, nel 2025 il gruppo ha impiegato 2.173 risorse, di cui il 97% a tempo indeterminato, con una crescita del 9,4% rispetto all’anno precedente.

L’ipotesi di quotazione in Borsa per Feralpi «non è abbandonata per sempre, però è nel congelatore. Per il momento non ci sono le condizioni», chiude Pasini. E a proposito di eventuali investimenti per acquisizioni, anche a monte o a valle delle attività del gruppo, Pasini ha spiegato che «guardiamo tutto, nel ruolo che abbiamo all’interno dell'azienda, abbiamo il dovere di guardare con curiosità e attenzione eventuali dossier, se ce ne sono. Ma tra il guardarli ed effettivamente farli ce ne passa. Abbiamo esaurito una serie di investimenti strategici, che pesano dal punto di vista finanziario, dovremo fare degli investimenti, per esempio per manutenzione, ma non abbiamo altre cose ingenti in vista nel breve e medio termine».

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