Imprese

Antares Vision: bene la redditività, ma il 2025 chiude in rosso

Significativo aumento degli ordini trainato dal mercato americano. Il presidente Emidio Zorzella: «In miglioramento la posizione finanziaria netta»
Il gruppo di Travagliato va verso il delisting da Piazza Affari
Il gruppo di Travagliato va verso il delisting da Piazza Affari
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Antares Vision chiude il 2025 con indicatori operativi in miglioramento, ma ancora in perdita a livello netto, mentre sul capitale si avvicina il delisting da Piazza Affari. Si è infatti conclusa l’Opa promossa da Crane Nxt, che ha raggiunto circa il 97% del capitale e dei diritti di voto, aprendo la strada al possibile «squeeze-out» che permette alla maggioranza di acquistare le azioni rimanenti.

Il bilancio

Ieri il Cda ha approvato i conti consolidati al 31 dicembre 2025. L’esercizio evidenzia un’accelerazione significativa degli ordini, in crescita del 19% su base annua (+21% a cambi costanti), dopo il +7% registrato nel 2024. Il dato è sostenuto in larga parte dal boom della Supply Chain Transparency (+136%), legato soprattutto al rinnovo di contratti pluriennali; al netto di questa componente, la dinamica degli ordini resta sostanzialmente stabile.

Dal punto di vista geografico, la crescita è trainata dalle Americhe (+61%), mentre l’Europa avanza del 6%. In flessione invece Italia (-4%), Asia-Oceania (-7%) e Africa-Medio Oriente (-40%). Sul fronte economico, i ricavi si attestano a 204,1 milioni di euro, in calo dell’1,6% rispetto al 2024, penalizzati per circa 4 milioni dall’effetto cambi. A parità di perimetro e valute, il fatturato risulta sostanzialmente stabile. In diminuzione più marcata il valore della produzione (-3%), anche per minori capitalizzazioni di costi di sviluppo e minori contributi.

Migliora invece la redditività operativa: il costo del venduto scende del 15%, con un’incidenza sui ricavi al 20,5%, grazie al maggiore peso dei servizi post-vendita e delle soluzioni software e a una maggiore efficienza produttiva. L’Ebitda adjusted sale a 33,4 milioni (+5,9%), con margine al 16,4%, mentre l’Ebit adjusted raggiunge 10,8 milioni (+4,6%).

Saldo negativo

Resta tuttavia negativo il risultato finale: l’Ebt è pari a -22,1 milioni, appesantito da oneri finanziari per 7,3 milioni e maggiori ammortamenti, mentre la perdita netta si amplia a 21,2 milioni. Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta migliora ma resta negativa per 78,9 milioni (76,8 milioni su base normalizzata), mentre il patrimonio netto scende a 129,7 milioni, risentendo del risultato d’esercizio.

«La solidità industriale del gruppo emerge con chiarezza dal significativo rafforzamento della struttura finanziaria – dichiara il presidente Emidio Zorzella –. Chiudiamo il 2025 con una Pfn e un rapporto Pfn/adj. Ebitda in netto miglioramento. Questi numeri rappresentano il punto di arrivo di una fase di consolidamento e, contemporaneamente, la rampa di lancio per il nostro nuovo ciclo di sviluppo».

Sulla stessa linea l’ad Fabio Forestelli: «Abbiamo saputo rispondere con agilità al rallentamento del settore Life Science, bilanciando il mix commerciale e puntando con decisione sull’efficienza dei processi interni».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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