Imprese

Dall’analogico ai data center: i primi 30 anni di Intred

La società venne fondata da Daniele Peli nel gennaio del 1996: «Non più solo trasporto dati, ma anche servizi di stoccaggio»
Il presidente e fondatore Daniele Peli - © www.giornaledibrescia.it
Il presidente e fondatore Daniele Peli - © www.giornaledibrescia.it
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Trent’anni non sono solo una ricorrenza da celebrare, ma la misura di una sfida vinta contro il dinamismo e l’evoluzione di un settore che in tre decenni ha cambiato pelle più volte. Quest’anno Intred spegne trenta candeline e lo fa da protagonista nel mondo delle telecomunicazioni in Lombardia, con una rete proprietaria in fibra ottica che corre per quasi 15mila chilometri, conti solidi e un nuovo orizzonte industriale che guarda ai data center.

La storia

Una storia d’impresa iniziata quando internet non era ancora un servizio, ma un’idea tutta da spiegare. Era il gennaio del 1996 quando Daniele Peli fondava Intred, in un’Italia dove la stessa parola «internet» suonava esotica e spesso incomprensibile.

«Se dovessi pensare ai momenti più importanti, all’inizio più che un’attività commerciale facevamo un’attività di divulgazione – racconta il presidente – quante volte è capitato di incontrare imprenditori, soprattutto nel 96, 97, 98, che mi chiedevano di spiegare cosa fosse la rete».

Un lavoro pionieristico, quasi educativo, che ha accompagnato soprattutto le piccole e medie imprese verso una trasformazione destinata a cambiare per sempre il modo di fare impresa. «Internet è stata un’opportunità enorme, soprattutto per aziende con una predisposizione all’estero. Poterle aiutare a coglierla è stata una grande soddisfazione».

Il salto dimensionale

Il primo spartiacque arriva nel 2000, con il passaggio dalla connessione Dial-up all’Adsl. «Siamo passati dal modem collegato al telefono alle connessioni fisse, h24 – ricorda Peli –. Per noi ha significato fare investimenti molto importanti: fino ad allora la crescita era lineare, lì bisognava fare un salto». Un salto tecnologico ed economico che segna l’ingresso di Intred in una nuova dimensione industriale.

Ma è intorno al 2010 che l’azienda compie la scelta più coraggiosa. «Usare la rete Telecom portava margini ridottissimi ed era difficile distinguersi anche sul piano qualitativo – spiega il fondatore –. Abbiamo deciso di costruire una nostra rete proprietaria in fibra ottica».

Una decisione che cambia le sorti della società: da fornitore di servizi a gestore diretto dell’infrastruttura. Oggi quella rete di Intred supera i 14.700 chilometri ed è diffusa in tutta la Lombardia. Con investimenti che negli ultimi 6 hanno superato i 200 milioni.

La quotazione

Il 2018 rappresenta un altro punto di svolta, con la quotazione in Borsa, sul mercato Euronext Growth Milan. «Con la quotazione abbiamo raccolto 10 milioni di euro, ma l’elemento capitale non è stato il più importante», chiarisce Peli. Il vero valore aggiunto è arrivato in termini di visibilità, trasparenza, solidità e governance. I numeri del successo della quotazione parlano chiaro: nel 2017 l’Ebitda della società era vicino ai 5,5 milioni, oggi il nostro Ebitda supera i 24 milioni di euro.

«Una crescita che ha attirato investitori internazionali – spiega Peli – ed ha dato soddisfazione ai quasi 700 piccoli azionisti bresciani che hanno creduto nella nostra società. Sentiamo una grande responsabilità verso chi ha investito i propri risparmi».

Il percorso di sviluppo della società si è rafforzato in questi anni anche grazie ad acquisizioni mirate: su tutte la bergamasca Qcom nel 2020, e successivamente Connecting Italia nel 2024. Mentre un ruolo chiave è stato svolto dai Bandi Scuola del 2021 e 2022, che hanno permesso a Intred di collegare circa 5.000 scuole pubbliche lombarde, contribuendo concretamente alla riduzione del divario digitale.

Il futuro

Ora la sfida si chiama data center. «Mi piace dire che il primo data center l’ho costruito nel 1996», ricorda Peli, parlando del primo server mail per fare funzionare internet. Oggi la società punta a non esser più solo «trasportatore» di dati, ma completerà l’offerta ai i clienti con i servizi di stoccaggio.

Il nuovo data center di Brescia, nell’area ex Ideal Standard, prevede un investimento iniziale di 20 milioni di euro: 6.000 metri quadrati dedicati all’impianto, più un campus uffici da 4.000 metri quadri su un’area complessiva di 28mila metri quadri. La struttura avrà una funzione strategica di livello regionale.

«Abbiamo una rete proprietaria che collegherà il data center bresciano con quelli della Lombardia: questo rappresenterà sicuramente un plus per la nostra offerta». Un progetto che unisce innovazione tecnologica e riqualificazione urbana e che conferma come, a trent’anni dalla nascita, Intred continui a giocare d’anticipo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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