I 170 anni di Lucchini Rs: la nuova frontiera è il digitale

Lo stabilimento siderurgico di Lovere è tra i più longevi d’Europa. La festa con i dipendenti il primo maggio nel «Family Day»
Camillo Facchini
Rucchini Rs, una foto dello stabilimento dei primi del '900
Rucchini Rs, una foto dello stabilimento dei primi del '900

lovere. Una fabbrica sull’acqua nella quale lavorano 1.300 persone; una storia aziendale lunga quasi due secoli, ma che sul calendario di secoli ne ha attraversati tre, è quella scritta da Lucchini Rs di Lovere che celebra i suoi primi 170 di vita.

Se i treni minerari lunghi oltre tre chilometri con anche 600 vagoni in Sud Africa o in Australia si muovono in sicurezza sotto il caldo rovente, se gli shuttle dell'Eurotunnel scivolano silenziosi sotto la Manica, se i visitatori di un museo internazionale come quello della scienza a Berlino sono al coperto di robuste travi che sfidano la gravità, oppure se la grande casa vacanze galleggiante della flotta Carnival si muove sul mare il merito è della linea d'assi porta elica, piuttosto che le grandi valvole per il drilling petrolifero il merito è sempre della storica azienda bergamasca (e tanto bresciana) prodotta a Lovere

I numeri

Sono tre le cifre distintive dello storico impianto di Lovere: longevità dello stabilimento (1856-2026); globalità e solidità dell’azienda (2.250 collaboratori nel mondo, presenze in Europa, Asia, Americhe e Africa) e ricavi generati per oltre 600 milioni con un risultato netto di poco sotto i 50 milioni; innovazione e sicurezza là dove nasce Smartset, la prima sala montata digitale al mondo (due ruote tenute assieme da un assile) basata su sensoristica e intelligenza artificiale che consentono manutenzione predittiva e sicurezza ferroviaria.

La festa. Come tutti i grandi compleanni anche a Lovere la festa non può mancare: venerdì primo maggio, allora, Family Day di Lucchini Rs con cancelli aperti a famigliari e dipendenti, con una possibilità che consentirà di scoprire da vicino il secolo e mezzo di storia di un’azienda che si pone – per il territorio delle due aree di confine tra Brescia e Bergamo – come un punto di riferimento per l’occupazione.

Perché quello che sanno fare a Lovere è molto particolare. Ed allora vuol dire che c’è la manualità delle persone, ci sono gli impianti che consentono di andare ben oltre quanto l’uomo un tempo faceva a mano, cui si sono poi aggiunte cultura, tecnologia e ricerca perché tutto diventi un elemento di richiamo straordinario per i giovani che intendono che spediranno le applications.

Anche perché non ci sono solo le ruote: il processo produttivo integrato parte dal recupero del rottame ferroso e termina con la consegna del prodotto finito posizionandosi tra i principali poli europei per la produzione di lingotti in acciaio speciale e forgiati a elevata complessità frutto di conoscenze metallurgiche avanzate.

Il futuro

Ritorniamo a Smartset: risultato dell’innovazione tecnologica che costituisce uno degli assi strategici dell’impianto di Lovere. La ricerca e lo sviluppo hanno portato alla progettazione della prima sala montata digitale al mondo, in grado di monitorare in tempo reale le condizioni di esercizio di tutte le sale montate – uno dei componenti più critici per la sicurezza ferroviaria – attraverso sensori, algoritmi avanzati e sistemi di intelligenza artificiale, sostenendo i gestori delle flotte nella manutenzione predittiva e gestione proattiva della sicurezza.

Lucchini Rs polo siderurgico d'eccellenza
Lucchini Rs polo siderurgico d'eccellenza

Lo stabilimento nasce nel 1856 per iniziativa di Giovanni Andrea Gregorini, in un’area dove già nel Seicento erano attive fucine per la produzione di attrezzi agricoli ed è sul lago che vengono trasferite tutte le attività dell'imprenditore camuno che erano a Vezza d'Oglio. Nel corso dei decenni Lovere diventa un polo industriale strategico: nel 1907 realizza le prime ruote ferroviarie per le allora neonate Ferrovie dello Stato, attraversa le grandi trasformazioni del Novecento e, dopo la crisi siderurgica degli anni Ottanta, viene privatizzato e rilanciato nel 1990 dal Cav. Luigi Lucchini (1919-2013), avviando una fase di investimenti e sviluppo industriale che darà stabilità all'azienda.

Lo stabilimento Lucchini Rs di Lovere
Lo stabilimento Lucchini Rs di Lovere

Sotto la guida della famiglia Lucchini, l’azienda avvia un profondo percorso di rinnovamento industriale e di progressiva inarrestabile internazionalizzazione. Già nei primi anni Duemila arrivano le prime acquisizioni all’estero, in Inghilterra e Svezia, seguite nel 2007 dalla costituzione di una joint venture in Cina, che consolida la presenza del gruppo nei principali mercati ferroviari mondiali. «In quegli anni – aggiunge il presidente Giuseppe Lucchini – le autorità cinesi avevano varato uno straordinario programma di sviluppo infrastrutturale per tutto il Paese: l’alta velocità ferroviaria era uno dei cardini e le aziende costruttrici di treni trovarono in noi un partner serio, qualificato e affidabile capace di consegnare puntualmente prodotti sicuri, garantiti e certificati».

Il logo

Un logo celebrativo – con inciso «Forged in 1856» – costituirà il sigillo identitario che raccoglie le origini dell'azienda, evidenziando la continuità tra tradizione industriale e visione di lungo periodo, riassumendo le iniziative per i 170 anni. Una storia fatta di luoghi, lavoro, uomini e idee in riva al lago. Come titolava un bel libro del professor di Giovanni Gregorini: «Onde d'acciaio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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