Le mascherine sono ormai un accessorio indispensabile nella nostra quotidianità e, come tali, meritano di avere il loro posto nel cassetto. Ma quando non si è casa, e la mascherina dobbiamo temporaneamente togliercela, si fa strada l’esigenza (così come ci portiamo appresso il portaocchiali o il portadocumenti) di avere un contenitore igienico e sicuro dove riporre il nostro Dpi. Ci ha pensato la Tecnoplast di Villa Carcina (con sede anche a Rodengo Saiano), che dal 1985 si occupa della progettazione e costruzione di stampi complessi per lo stampaggio di materie plastiche destinate a svariati settori, dal casalingo al medicale, dall’automotive alla ferramenta, fino all’idraulica e all’elettronica. Un know-how cresciuto in 35 anni grazie alla tecnologia avanzata delle attrezzature e ad una particolare attenzione alle innovazioni.
Giovanni Ferrari, il patron dell’azienda, in cui è affiancato dalle figlie Laura e Cristina, con la moglie Fernanda Bonometti, una sera si trovava al ristorante nell’immediato post- lockdown. Al momento di posare la mascherina per cenare, la domanda come si suol dire sorge spontanea: e adesso dove la mettiamo? «Abbiamo pensato allora di creare uno stampo - racconta Cristina Ferrari -. A settembre abbiamo iniziato ad avere parecchie richieste, in concomitanza con l’apertura delle scuole. Le abbiamo vendute a un cliente, che rifornisce i supermercati e attivato una promozione con Cef, la Cooperativa esercenti farmacia. Abbiamo anche regalato un migliaio di articoli agli alunni di Concesio».



