La vicenda Timken arriva oggi sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico. Sarà portata dal segretario della Fiom Cgil Michele De Palma nell’ambito del confronto nazionale sul futuro dell’automotive. La richiesta è precisa: «I ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, insieme alle istituzioni, intervengano per garantire un confronto che permetta la continuità occupazionale e una transizione industriale che salvaguardi l’occupazione». Sono parole dello stesso De Palma e del segretario della Fiom bresciana Antonio Ghirardi, che ieri mattina a Villa Carcina hanno partecipato ad una assemblea con i 106 lavoratori della fabbrica.
Cosa succede
Da lunedì 19 è in atto un presidio permanente, deciso dopo l’annuncio della multinazionale di chiudere la produzione. Una scelta che la proprietà, attraverso il direttore dello stabilimento, Francesco Contolini, ha ribadito ieri di fronte alla Commissione regionale Attività produttive. Una posizione netta, «irrevocabile». L’azienda propone un anno di cassa integrazione dopo la cessata attività e promette di impegnarsi per ricollocare parte del personale nelle altre fabbriche del gruppo. Niente tavoli di trattativa, dunque, come invece hanno sollecitano operai, sindacato, enti locali, consiglieri regionali.



