Economia

Gnutti Cirillo salva la Valvosanitaria Bugatti: contratto di affitto con promessa di acquisto

Salvaguardati 80 posti di lavoro. La locazione durerà fino a giugno 2026. Il piano in tre tappe
La sede principale della Valvosanitaria Bugatti a Castegnato - © www.giornaledibrescia.it
La sede principale della Valvosanitaria Bugatti a Castegnato - © www.giornaledibrescia.it
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Il salvataggio della Valvosanitaria Bugatti, con la conseguente salvaguardia di ottanta posti di lavoro, avverrà per mano del gruppo Gnutti Cirillo. Gli indizi e le indiscrezioni riportati su queste colonne nelle scorse settimane trovano ora conferma in un accordo sottoscritto pochi giorni fa da Stefano Bosatra, in qualità di presidente del Cda della prima società, e Giuliano Gnutti, rappresentante di vertice della seconda realtà menzionata.

In buona sostanza, Valvosanitaria Bugatti ha siglato un «contratto di affitto e preliminare condizionato di vendita di complesso aziendale» a favore della Valvosanitaria Bugatti Group, azienda (quasi) omonima con sede a Lumezzane, costituita lo scorso 25 maggio dalla Gnutti Cirillo (che ne detiene il 100% del capitale) e che vede Giuliano Gnutti rivestito della carica di amministratore unico.

Il punto

L’atto, depositato alla fine di giugno con l’autentica delle firme da parte del notaio Giuliana Grumetto, evidenzia tra le premesse la precaria situazione economico-finanziaria della Valvosanitaria Bugatti.

L’ultimo bilancio disponibile della società di Castegnato è aggiornato all’esercizio 2021. Allora, i ricavi sfioravano i 29 milioni di euro e l’anno chiudeva con un utile di 203mila euro. Tuttavia, i conti palesavano uno squilibrio di natura finanziaria che tradotto in numeri si può leggere così: di fronte a crediti per 5,8 milioni di euro e un patrimonio netto di 2,18 milioni sull’azienda gravavano debiti per 26,7 milioni.

«Nel corso del 2015 - ricostruisce il documento sottoscritto da Bosara e Gnutti - la Valvosanitaria Bugatti ha avviato una lunga e complessa negoziazione con i propri creditori finanziari, negoziazione poi sfociata il 26 ottobre 2017 nella stipula di una convenzione attuativa del piano di risanamento e della correlata manovra finanziaria». Ciò nonostante, nel gennaio 2019 i vertici dell’azienda bresciana sono costretti ad annunciare agli stessi creditori «l’impossibilità di rispettare i termini e condizioni della convenzione bancaria 2017». In Valvosanitaria Bugatti riprendono di conseguenza le trattative con il ceto bancario e nel marzo 2021 viene stipulata una nuova «convenzione attuativa di un ulteriore piano di risanamento per il periodo 2020-25» con la correlata «convenzione bancaria 2021».

Uno sforzo encomiabile, ma non basterà «Anche il piano di risanamento 2020-25 - puntualizza l’atto depositato alcuni giorni fa - e la correlata convenzione bancaria 2021 non hanno consentito alla Valvosanitaria Bugatti di recuperare una situazione di equilibrio economico-finanziario e, in ragione di ciò, la società già nel corso del 2022 è stata costretta a richiedere ai propri creditori finanziari il rilascio di un waiver (una deroga a una o più clausole, ndr) rispetto ai parametri previsti dalla convenzione bancaria 2021». Successivamente, ad aggravare ancor di più la situazione vi sono altri due eventi. Il primo concerne il mercato, con il significativo calo delle vendite che rende sempre più fragili i rapporti con i fornitori. Il secondo fatto, più drammatico, riguarda l’improvvisa scomparsa del presidente Angelo Bugatti, avvenuta il 26 aprile 2023.

La svolta

«Nel contesto testè descritto - convengono Bosatra e Gnutti - la società ha dovuto prendere atto del venir meno della continuità aziendale». Ed è qui che entra in scena la Gnutti Cirillo.

I colloqui tra le parti sono iniziati pochi giorni dopo la dipartita di Bugatti. Il gruppo rappresentato da Giuliano Gnutti (che già controlla la Tiemme Raccorderie di Castegnato, l’americana Metal Forming Technology e la Elettromaule di Montecchio Maggiore, nel Vicentino) opera nel settore dello stampaggio a caldo e della lavorazione meccanica dell’ottone e di altri metalli non ferrosi e ha chiuso un 2022 da record con ricavi per quasi 294 milioni e un utile di 30,7 milioni.

Con l’affitto (e quindi l’auspicata acquisizione) della Valvosanitaria Bugatti, il progetto di Gnutti si pone tre obiettivi: «Garantire (senza interruzioni) la continuità operativa dell’azienda, preservando così il valore dei beni che lo compongono, a tutela delle ragioni del ceto creditorio e assicurando altresì il mantenimento del relativo organico occupazionale». In secondo luogo, l’imprenditore bresciano vorrebbe «consentire alla Bugatti di liquidare in bonis il proprio patrimonio e, con il ricavato, arrivare a una sistemazione dell’esposizione debitoria». In quest’ottica, peraltro, i creditori potranno fruire anche degli introiti relativi alla cessione definitiva dell’azienda alla Gnutti Cirillo. Il prezzo è fissato a 9,1 milioni.

Nel frattempo, comunque, il gruppo valgobbino verserà un canone d’affitto mensile di 15mila euro fino al 30 giugno 2026. Dopodiché, se tutto filerà per il verso giusto, scatterà l’opzione di acquisto e la Valvosanitaria Bugatti finirà a tutti gli effetti sotto il tetto della Gnutti Cirillo. 

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