Economia

Gnutti Cirillo: il gruppo ora ha un’Anima «private»

L’operazione che ha portato nelle mani di Giuliano Gnutti il 100% delle quote societarie guidata da Anima Alternative
Lo stabilimento della Gnutti Cirillo a Lumezzane - © www.giornaledibrescia.it
Lo stabilimento della Gnutti Cirillo a Lumezzane - © www.giornaledibrescia.it
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C’è un’Anima «private» al cuore della Gnutti Cirillo di Lumezzane. Una eccellenza dell’economia valgobbina che ha fatto la storia nello stampaggio a caldo e nella lavorazione meccanica dell’ottone, con applicazioni nel mondo dell’industria e dell’idrotermosanitario.

Il gruppo venne fondato a Lumezzane dalla famiglia Gnutti nel 1951 e oggi è composto da diverse società operative, i cui pilastri di riferimento sono la Gnutti Cirillo di Lumezzane e la Tiemme Raccorderie di Castegnato. Si tratta di società fortemente internazionalizzate con controllate negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Lo scorso maggio il riassetto azionario che nessuno si aspettava: Giuliano Gnutti acquista il 50% delle quote del gruppo dal fratello Giordano.

L’operazione è avvenuta attraverso l’erogazione di finanziamenti da parte di primari istituti bancari e attraverso un investimento (finanziamento subordinato a lungo termine) di Anima Alternative 1, fondo di private debt del gruppo Anima, operatore leader in Italia nel risparmio gestito, con patrimonio in gestione di oltre 200 miliardi. Regista dell’operazione che ha portato al passaggio azionario è il team di Anima Alternative sgr, guidato da Philippe Minard, Amministratore delegato, e da Andrea Cappuccio.

Lo stabilimento della Gnutti Cirillo a Lumezzane - © www.giornaledibrescia.it
Lo stabilimento della Gnutti Cirillo a Lumezzane - © www.giornaledibrescia.it

Dott. Minard, ci spiega la filosofia che sottende questa operazione?

«In questo contesto, il private debt si è dimostrato uno strumento di grande duttilità costruendo su misura un finanziamento con alcune caratteristiche chiave che lo avvicinano ad uno strumento di equity: la scadenza a lungo termine, oltre 5 anni; il rimborso a scadenza senza piano di ammortamento; gli interessi interamente capitalizzabili e pagabili quindi alla scadenza; e infine l’assenza di fusione tra la beneficiaria e la società operativa».

Sul fronte del debito del gruppo cosa ha comportato il passaggio delle quote?

«In questo caso lo strumento di private debt ha fornito risorse per finanziare il cambio di proprietà senza incrementare la posizione finanziaria del gruppo Gnutti».

Cosa è avvenuto invece a livello di governance?

«Nessun cambiamento. La guida è rimasta saldamente nelle mani della famiglia Gnutti. Trattandosi di uno strumento di debito, questo tipo di intervento non prevede infatti la nomina di amministratori o sindaci né tanto meno meccanismi di way out e di trascinamento. D’altra parte, la natura ibrida di questa soluzione prevede un dialogo frequente tra finanziatore e beneficiaria in cui il fondo che investe mette a disposizione la propria esperienza e rete di contatti per supportare la crescita e lo sviluppo».

Quali sono le potenzialità del private capital a Brescia?

«Enormi. Il mercato del private capital ha raggiunto in Lombardia ed in particolare a Brescia dimensioni significative, gli imprenditori sono ormai perfettamente abituati a vedere aziende ricorrere a questi strumenti per accompagnare il proprio sviluppo».

Il private debt è uno strumento forse ancora poco conosciuto.

«Credo sia poco nota la flessibilità di questi fondi, la loro capacità ad adeguare le proprie caratteristiche ai fabbisogni delle aziende. In effetti, la frontiera tra private debt e private equity è meno netta di quanto spesso si pensi soprattutto grazie a strumenti ibridi, ossia strumenti di debito con caratteristiche tipiche di strumenti di capitale o viceversa».

L’operazione Gnutti Cirillo un caso di successo. Crede sia replicabile nella nostra provincia?

«Il nostro compito è mettere a disposizione degli imprenditori soluzioni su misura più che prodotti preconfezionati, soprattutto in un contesto come quello attuale, in cui le aziende devono dotarsi di grande flessibilità per rispondere alle sfide di un mercato sempre più competitivo e globale. Chiaramente queste soluzioni sono adatte a società che, come il gruppo Gnutti, sono solide e ben gestite e sappiamo quanto il territorio bresciano ne sia ricco».

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