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L'INDAGINE

Gli artigiani di Cna: «L’elettrico non sia l’unica strada per la filiera auto»


Economia
9 nov 2022, 19:00
Una indagine di Cna sul settore auto

Una indagine di Cna sul settore auto

Il passaggio all’auto elettrica - con lo stop nel 2035 alla vendita di diesel e benzina - rappresenta la più grande trasformazione industriale che l’Unione Europea dovrà affrontare nel prossimo decennio. La scorsa settimana il provvedimento ha ricevuto il via libera del Consiglio e del Parlamento Ue. Il passaggio ha creato divisioni nel mondo politico e forti mal di pancia in quello economico.

La transizione rischia di portare alla distruzione di centinaia di migliaia di posti di lavoro lungo tutta la filiera in Europa; nella sola nostra provincia sono circa 6.000 posti di lavoro a rischio. «Si tratta di decisioni che mettono in grande preoccupazione le nostre imprese - dichiara Eleonora Rigotti, presidente di Cna Brescia -. Siamo favorevoli alla transizione ecologica, ma scommettere tutto il futuro di un comparto sulla sola tecnologia elettrica non è sostenibile e può comportare costi sociali ed economici forse di gran lunga superiori ai benefici in termini ambientali». Tradotto: sì alla transizione ecologica, ma l’elettrico non può rappresentare l’unica via per raggiungere questo obiettivo.

L’indagine Cna

L’associazione ha realizzato - in collaborazione con il Centro Studi Sintesi - uno studio sulla filiera dell’automotive in Lombardia. Dall’indagine emerge come solo lo 0,4% (23.429) dell’intero parco di autoveicoli circolanti sulle strade lombarde (attorno ai 6,9 milioni di auto) è elettrico, mentre le imprese del comparto sono 13.020, con oltre 55mila addetti ed un valore aggiunto generato superiore ai 3,6 miliardi di euro.

Nel Bresciano, abbiamo un parco veicolare di 940.949 autoveicoli, il 13,46% dell’intera Lombardia, così suddiviso: 816.216 autovetture, 118.730 autocarri, 5.105 motrici e trattori, 898 autobus. Il numero di auto elettriche circolanti a Brescia, al 31 dicembre 2021 (fonte: Aci rielaborata da Cna Lombardia e Centro Studi Sintesi), è 3.375, pari allo 0,41% del totale delle autovetture in provincia (816.216) e al 14,4% del totale delle autovetture elettriche circolanti in Lombardia (23.429).

Un aiuto alle imprese

«La velocità imposta nell’applicazione delle nuove normative non tiene conto della reale situazione di molti Pasesi dell’Unione che non sono ancora pronti per una svolta green, almeno non in tempi così rapidi - spiega la presidente -. È nostro interesse primario tutelare le aziende del comparto: occorrono incentivi, investimenti pubblici e politiche di formazione sia per gli imprenditori, sia per i lavoratori. Soprattutto, ci vuole una buona dose di flessibilità».

Scelte troppo affrettate, o magari compiute soltanto in nome di prese di posizione ideologiche, rischiano di compromettere il futuro di tutta la filiera, industriale e artigiana. «Si pensi ad esempio agli autoriparatori - conclude la Rigotti -, con le auto elettriche, vedranno cambiare repentinamente il loro lavoro, si dovranno adeguare tempestivamente, quanto a strumentazioni e competenze, ad uno scenario in continua evoluzione». «Bisogna - conclude la Rigotti - aprire una discussione politica seria. Gli obbietivi sono chiari a tutti e condivisi, quel che però va definito e rivisto sono le modalità da mettere in atto per raggiungerli».

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