Giovani, l’indipendenza economica è una chimera: 1 su 3 la raggiunge

C’è il lavoro e, di conseguenza, c’è anche un reddito. Ma non basta, non consente di avere una vita autonoma. Di avere ambizioni, aspettative. Di sognare di avere una famiglia o, semmai, emanciparsi completamente dai propri genitori.
È una fotografia impietosa quella che emerge partendo dalla dichiarazione dei redditi presentata – nel 2024 – dai bresciani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. A conti fatti, poco più di uno su cinque può contare su un reddito tale da garantire un progetto di vita economicamente sostenibile. Di contro, oltre un terzo è – di fatto – in bilico tra autosufficienza e scarsità di risorse. Infine, la maggioranza (parliamo di oltre il 45% del totale) è decisamente sotto la soglia dell’indipendenza economica.
Quindi, con una stima ragionevole sui soggetti «in bilico», ossia con redditi compresi tra i 15mila e i 26mila euro, la platea che ha raggiunto una soglia di autosufficienza economica potrebbe arrivare – nel Bresciano – a circa 66mila persone, ossia circa il 37,5% dei nostri giovani. Poco più di uno su tre.
Scenari
È quanto emerge, all’interno di un ben più vasto lotto di tematiche affrontate, dal lavoro sviluppato a cura dell’Osservatorio mercato del lavoro della Provincia di Brescia intitolato «Giovani, formazione e lavoro: un’ osservatorio per interpretare il cambiamento». Un rapporto presentato lo scorso 26 novembre nell’aula magna del Dipartimento di Economia e management della Università degli studi di Brescia.
Partiamo da un dato non banale. I contribuenti Irpef (persone fisiche) con età compresa tra 15 e 34 anni, che nel 2024 hanno presentato una dichiarazione dei redditi riferita all’anno di imposta 2023, sono 176.093, ovvero il 18,5% del totale dei contribuenti bresciani. I giovani bresciani costituiscono, quindi, una parte rilevante dei contribuenti Irpef.
L’insieme dei contribuenti under 34 si può suddividere, in sintesi, in tre aggregati che, grosso modo, identificano altrettante condizioni reddituali. Il blocco principale, composto da 80.116 contribuenti, comprende redditi da 0 a 15 mila euro (lordi complessivi). La parte maggiore dei contribuenti giovani, quasi 53mila, rientra nella classe di reddito da 0 a 10mila euro, mentre sono poco più di 19mila i giovani che dichiarano un reddito da 10 a 15mila euro. Infine, sono 8mila i contribuenti dichiarano un reddito minore o uguale a zero.
Questi sono dati che stimolano immediatamente una riflessione: emerge infatti in modo lampante che quasi la metà dei giovani contribuenti dichiara un reddito che è difficilmente compatibile con un’idea, anche minima, di indipendenza economica. C’è poi un secondo gruppo, composto da 36.352 contribuenti, dichiara redditi superiori ai 26mila euro lordi complessivi. La gran parte di questi, ovvero 34.709 persone fisiche, presenta dichiarazioni dei redditi da 26.000 a 55.000 euro (19,7% del totale), mentre oltre i 55.000 euro si trovano, complessivamente, 1.643 giovani contribuenti, lo 0,9% del totale. Per tutti questi giovani contribuenti, il 20,6% del totale, il tema dell’autonomia e dell’indipendenza reddituale è certamente acquisito.
Zone grige
Nel mezzo, si trova oltre un terzo dei contribuenti: 59.625 giovani, il 33,9% del totale, i quali, dichiarando redditi compresi tra 15 e 26 mila euro. Purtroppo, le accurate tabelle fornite dal Dipartimento delle finanze, se identificano nettamente i due estremi rispetto alle fasce di reddito, lasciano in ombra la suddivisione del terzo blocco che comprende proprio i 59.625 contribuenti con un reddito tra 15 e 26 mila euro lordi complessivi.
Assumendo un’ipotesi mediana – cioè dividendo a metà questo blocco, tra i giovani con redditi di poco superiori ai 15mila euro e altri che avvicinano i 26mila euro –, la platea dei contribuenti under 34 che hanno raggiunto una soglia di autosufficienza economica potrebbe arrivare a circa 66mila persone, ossia circa il 37,5% dei nostri giovani. Un valore certamente significativo ma che, tuttavia, rappresenterebbe comunque meno della metà degli oltre 136mila bresciani con un’età che va dai 25 ai 34 anni.
Se quindi indichiamo nell’autosufficienza una soglia di reddito sufficiente per poter vivere in maniera autonoma, affrontando sia le spese quotidiane sia l’ambizione a mettere su famiglia, per più della metà dei giovani bresciani l’indipendenza è e rimane un sogno. Con poche vie d’uscita.
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