«In azienda vengo ancora tutti i giorni. Leggo il giornale e ... fó balà l’öcc». Ennio Franceschetti ti cattura con un sorriso. Il presidente onorario di Gefran, ottant’anni festeggiati da poco, ha il fascino di un attore consumato. Camicia bianca su abito blu scuro ben stirato e mocassini testa di moro ai piedi: Franceschetti è un uomo dal passo leggero e dal portamento signorile, inevitabilmente reso più fragile dalle prove che la vita gli ha riservato. Ci accomodiamo nel suo ufficio, decorato con una boiserie in stile classico. «Sono sempre un po’ arrabbiato - ammette fissandoti negli occhi -: avrei potuto fare di più, anche se non avrei mai immaginato che Gefran potesse crescere così com’è oggi. Ciò nonostante, si potrebbe fare di più anche adesso ...» Suvvia, i suoi figli stanno facendo un ottimo lavoro. Anche i numeri dell’ultima trimestrale sono lodevoli.
«Maria Chiara (presidente del gruppo di Provaglio, ndr), Giovanna (vicepresidente) e Andrea (vicepresidente) sono bravissimi, stanno facendo molto bene, non lo nascondo. Eppure insisto, lo dico sempre anche a loro: bisogna aumentare la velocità».




