Economia

Forgiafer, l'azienda che realizza campi da padel: ordini boom ma «la burocrazia frena le consegne»

Il gruppo di Calvisano è stato costretto, a causa dei rallentamenti, a mettere 40 addetti su 50 in cassa integrazione
Forgiafer è leader nella costruzione dei campi da padel
Forgiafer è leader nella costruzione dei campi da padel
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Costretti a spegnere le macchine e fermare la produzione, mettendo in cassa integrazione 40 addetti. A causare lo stop della Forgiafer di Calvisano, azienda leader nella costruzione di campi da padel, non è la carenza di materie prime o il prezzo dell’energia, nè tanto meno la mancanza di ordini. Per Claudio Galuppini il 2022 è stato l’anno dei record, ha firmato oltre 900 contratti per nuovi campi nei primi nove mesi dell’anno, in crescita rispetto agli 870 realizzati nel 2021, ai 430 del 2020 ed ai 190 del 2019. «Il problema è la burocrazia - tuona l’imprenditore bresciano -. Tempi troppo lunghi per approvare le pratiche di cambio di destinazione d’uso di immobili e aree, per avere permessi e concessioni da parte delle amministrazioni comunali: si devono attendere anche 36 mesi. E noi siamo costretti a stipare la merce pronta per la consegna nei magazzini».

Il gruppo

Da qui la decisione drastica: cassa integrazione per 40 addetti su 50. Restano operativi solo gli addetti dei reparti ricerca e sviluppo e del commerciale. La conversione. Il padel è di gran lunga il fenomeno sportivo del momento: in base ad una recente ricerca si stima che entro la fine di quest’anno il numero di praticanti di questo sport possa superare il milione, cinque volte di più rispetto al 2019. E la Forgiafer, titolare del marchio Italian Padel, ha saputo cogliere prima di tutti questa opportunità.

Il padel è lo sport del momento non solo in Italia
Il padel è lo sport del momento non solo in Italia

Nel corso della sua storia la società della famiglia Galuppini ha cambiato più volte pelle: da officina per le lavorazioni da fabbro alla forgiatura a mano di articoli decorativi in ferro battuto; poi la scommessa degli innovativi cancelli in acciaio automatici «prêt-à-porter» (prefabbricati); nel 2016 la crisi del settore immobiliare aveva indotto l’ultima conversione, quella dei campi da padel. «Dallo scorso anno abbiamo completamente abbandonato la produzione dei cancelli automatici per concentrarci solo sulle strutture per impianti sportivi - spiega Galuppini -. Abbiamo iniziato a produrli nel 2016 da allora ne abbiamo installati più di 2.500 in 20 Paesi del mondo».

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Il successo fermato dalla burocrazia

Il successo è stato immediato e per certi versi inatteso. «Senza falsa modestia. Facciamo i campi migliori al mondo anche in termini di sicurezza e resistenza - dichiara Galuppini -. La nostra produzione finisce per circa il 30% all’estero: dal Nord Europa agli Emirati Arabi, dal Marocco a Mauritius». Ora lo stop. L’azienda occupa una cinquantina di addetti e nel 2021 ha realizzato un fatturato di circa 16 milioni di euro. Da metà settembre, una quarantina di addetti sono in cassa integrazione.

«Fino a fine anno non vedo vie d’uscita: lavorano solo gli adetti ai reparti ricerca e sviluppo e commerciale - spiega il titolare -. Non possiamo affittare i capannoni per stoccare altra merce ordinata. Purtroppo la burocrazia, sommata alla mancanza di norme specifiche per un settore che si è sviluppato più velocemente di quanto non abbia fatto la legislazione, finisce per favorire quelle aziende che non rispettano le norme senza alcuna cura per la sicurezza. Ed in questa sorta di far west prospera solo chi salta a piè pari i vari passaggi burocratici, mentre le aziende serie vengono penalizzate».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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