Economia

Forelli: «La metallurgia è a rischio, serve una strategia europea»

L’imprenditrice è intervenuta a Milano al Forum WeChangeIT su innovazione e strategie
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Loretta Forelli © www.giornaledibrescia.it
Loretta Forelli © www.giornaledibrescia.it

«Senza una strategia europea, il settore metallurgico rischia il tracollo». A lanciare l’allarme è stata Loretta Forelli, amministratore unico del Gruppo Forelli. L’imprenditrice è intervenuta mercoledì nella tavola plenaria del WeChangeIT Forum, l’evento annuale di Data Manager che si è svolto a Milano e che riunisce ogni anno manager e innovatori di vari settori per esplorare le nuove frontiere dell’innovazione e condividere strategie per un futuro più sicuro, connesso e sostenibile.

Il tema di quest’anno era «L’intelligenza delle cose, l’energia delle persone: dal posizionamento alla presa di posizione» e si è focalizzato sull’importanza dell’innovazione tecnologica e della leadership strategica per governare il presente e progettare il futuro.

«La crisi non è risolta e si estende sempre più dentro all’attività di impresa – ha dichiarato Forelli nel corso del suo intervento durante tavola rotonda –. In un momento storico in cui la produttività è a rischio, sono presenti elementi che potrebbero innescare una spirale negativa».

Concorrenza

A preoccupare l’imprenditrice è il nodo delle materie prime. «Negli ultimi due anni – ha detto ancora Forelli –, gli indicatori macroeconomici del settore metallurgico sono peggiorati: siamo sotto del 10% rispetto allo scorso anno. Cina, Russia e India ci sottraggono metalli e materie prime. Senza una strategia europea, il settore metallurgico rischia il tracollo. L’aggiornamento della normativa europea sulle materie prime critiche costituisce la base per sviluppare le capacità e rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Ma occorre proteggere anche il settore dalle asimmetrie e dai costi dell’energia che compromettono la competitività delle imprese italiane. Questo crea grande incertezza, che è il nemico numero uno degli investimenti. La senescenza europea è paragonabile alla decadenza classica. Il Governo italiano fa il possibile, ma il debito pubblico rimane altissimo».

Ospite speciale di questa edizione di WeChangeIT è stato Franco Bernabè, presidente di Techvisory, figura di rilievo nel panorama industriale e tecnologico italiano che ha stigmatizzato le asimmetrie e le dinamiche sempre più intrecciate tra asset fisici e digitali, in un mondo senza confini e pieno di contraddizioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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