Sono cinque le aziende bresciane firmatarie (con un’impresa milanese) del primo "contratto di rete" che interessa il manifatturiero della nostra provincia. L’alleanza di filiera riguarda la costruzione di macchine, impianti e sistemi per la fonderia dei metalli non ferrosi.
La rete, denominata «Five for foundry» è stata presentata in Associazione industriale bresciana da Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria e past president di Aib, tra i principali promotori del "contratto di rete".
Fanno parte della rete Meccanica Pi.Erre di Bedizzole (tranciatura e finitura di colati e pressocolati), Co.ram di Travagliato (forni e impianti di trattamento metallurgico), Evolut di Castegnato (automazione industriale e robot), Meccanica Beretta Stefano di Calcinato (macchine per saldatura robotizzata), Metaltecnica di Calcinato (impianti speciali per fonderia), oltre alla Foundry Ecocer di Arluno, in provincia di Milano (prodotti vari per fonderia).
Si tratta di imprese, come ha spiegato Vittorio Ori, presidente della rete, complementari tra loro, «in grado di raggiungere insieme obiettivi che sarebbero stati impensabili agendo singolarmente.
Il "contratto di rete" consente di ottenere vantaggi fiscali (sono defiscalizzati gli utili fino a un milione di euro per ogni impresa) e un migliore accesso al credito (grazie agli accordi realizzati da Confindustria con numerose banche). Lo strumento può interessare qualunque impresa micro o piccola (grazie all'intesa con Unioncamere), fino a 50 dipendenti, ed è nato per supportare il sistema imprenditoriale italiano dominato dalle Pmi.
Guido Lombardi



