Economia

Al bresciano Vicari un premio per la responsabilità sociale d’impresa

Il presidente e ceo della Vgv, vicepresidente di Confindustria Brescia con delega a Relazioni industriali e organizzazione, ha ricevuto il premio a Roma nell’ambito di Standout woman & man award
Fabrizio Vicari a Roma accanto alla Consigliera regionale di parità Gandolfi
Fabrizio Vicari a Roma accanto alla Consigliera regionale di parità Gandolfi
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Fabrizio Vicari, vicepresidente di Confindustria Brescia con delega a Relazioni industriali e organizzazione, oltre che presidente e ceo della Vgv di Calvisano, ha ricevuto oggi a Montecitorio il riconoscimento «Sustainable & Friendly Company» nell’ambito della decima edizione del Premio internazionale Standout woman & man award.

Il riconoscimento nasce nel 2015 in occasione di Expo, e in collaborazione con la Commissione europea, da un’idea dell’imprenditore statunitense Beau Toskich, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e della società. Dal 2016 il riconoscimento si è ampliato includendo anche una sezione maschile e premi dedicati alle aziende impegnate in progetti di innovazione, welfare e responsabilità sociale.

L’edizione 2025 – promossa dall’onorevole Cristina Rossello con la collaborazione di Promazioni360 e della Consigliera di parità di Regione Lombardia Anna Maria Gandolfi – ha ottenuto l’Alto patrocinio del Parlamento europeo e il patrocinio, tra gli altri, della Consigliera nazionale di Parità, di Unioncamere e di Anci nazionale. Al centro, la selezione di imprese e figure professionali distintesi per capacità manageriali, sensibilità sociale e attenzione ai temi dell’inclusione.

Le sue parole

Nel ricevere il riconoscimento Vicari ha richiamato un approccio concreto alla responsabilità sociale d’impresa: «È credibile solo quando diventa una scelta quotidiana, fatta di organizzazione, lavoro e obiettivi misurabili». In questa prospettiva si inserisce l’esperienza di Vgv, che conta 250 dipendenti e che, grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale «A mano a mano», impiega stabilmente 70 persone con disabilità. «L’inclusione – ha sottolineato – non è un elemento accessorio, ma parte integrante dell’identità aziendale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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