Settore tradizionale sì, ma con un grande potenziale innovativo. Così la metallurgia bresciana, storico asset del territorio, gioca oggi un ruolo all’avanguardia sul versante del riciclo, dove le aziende di casa nostra investono convintamente. E dove stringono alleanze sempre più strette e proficue con i centri di ricerca universitari. Una vitalità che è ben rappresentata nel 41esimo convegno nazionale di Aim-Associazione italiana di metallurgia «Il futuro tra ricerca e innovazione», organizzato dall’Università di Brescia, in corso da ieri e fino a domani con cinque sessioni parallele di carattere tecnico-scientifico al giorno.
La sede prescelta quest’anno, in cui cade l’80° anniversario della fondazione di Aim, è Brescia in quanto città che da sempre vanta un profondo legame con la metallurgia e la siderurgia, che ha visto nascere la produzione nazionale dell’acciaio al forno elettrico e, più recentemente, si è affermata come polo di riferimento per le lavorazioni di metalli non ferrosi, quali alluminio ed ottone, e appunto per il riciclo dei materiali metallici.
Materiale di riciclo
Lo sottolinea con orgoglio Annalisa Pola di UniBs, presidente dell’evento: «È uno dei convegni Aim che ha avuto maggiore successo in termini di numeri, partecipanti, e proprio perché Brescia è un po' il centro della metallurgia, a livello industriale chiaramente non solo accademico».
«I temi più caldi per Brescia sono sicuramente il riciclo, in particolare l'alluminio, che viene anche studiato dai ricercatori – riferisce Pola –. La qualità, più che altro, del materiale del riciclo, quindi la decarbonizzazione e la riduzione degli impatti nell’acciaieria: le fonderie di alluminio del territorio sono state tra le prime ad investire in tale direzione, per poi usare quel tipo di materiale anche per componenti che prima non si poteva immaginare fossero realizzati in alluminio da riciclo. Di rilievo anche l’additive manufacturing di materiali metallici e la servitizzazione (domattina sarà riservata una sessione, ndr), con l’utilizzo dell'IA in ambito industriale».
Hanno portato i loro saluti in mattinata Rodolfo Faglia direttore Dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale di Unibs, il rettore Francesco Castelli, Roberto Rossini presidente del Consiglio comunale, Carlo Mapelli presidente Aim; Paolo Streparava e Giuseppe Pasini, presidenti di Confindustria Brescia e Lombardia. Memorie d’apertura state affidate a Stefano Karadjov, direttore del Museo Santa Giulia e Laura Tolettini di Feralpi Group.
Futuro
L’innovazione tecnologica deve procedere di pari passo a quella sociale. Ne ha reso conto la presentazione di Laura Tolettini e Letizia Lo Preiato del contributo scientifico dedicato al genere «Oltre l’acciaio: lo sguardo di genere che tempra la siderurgia del futuro». Selezionato tra circa 300 contributi, lo studio mette al centro il valore strategico della sostenibilità sociale e della parità di genere in un settore percepito come maschile e poco permeabile al cambiamento. Attraverso l’analisi del caso pionieristico di Feralpi, che ha aperto alle donne le proprie linee produttive, è dimostrato come la loro presenza nei reparti rappresenti, oltre che una questione di equità, anche un catalizzatore di innovazione tecnologica, ergonomica e organizzativa.



