Economia

Cresce il terziario, cala la manifattura: imprese in leggero aumento

Sono 116.616 le attività registrate. In 10 anni abbiamo perso 2.328 realtà produttive e 5.556 negozi
Il settore delle attività immobiliari registra una delle crescite maggiori
Il settore delle attività immobiliari registra una delle crescite maggiori
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Crescono le aziende attive nel terziario, calano in modo sempre più preoccupante le attività legate ai settori produttivi manifatturieri, all’agricoltura, al commercio. È la fotografia che emerge dall’analisi trimestrale «Movimprese» condotta dalla Camera di Commercio di Brescia sui dati del Registro delle imprese che nel 2025, tra aperture e chiusure di imprese evidenzia comunque una buona tenuta del sistema produttivo con un saldo positivo di 1.415 attività, un numero superiore a quello del 2024 che era di 1.187.

Al 31 dicembre 2025 le attività iscritte al «registro imprese» della Camera di Commercio di Brescia sono 116.616, in crescita dell’1,22% sul 2024, dato lievemente inferiore alla media regionale (+1,41%), dove spicca Milano con il suo 2,37%, ma superiore a quello della media nazionale che registra una crescita dello 0,96%. Nel corso dell’anno le nuove iscrizioni hanno toccato quota 6.999 (rispetto alle 7.029 del 2024) mentre, sul fronte opposto, le cessazioni hanno raggiunto le 5.584 unità (nel 2024 furono 5.842).

Il commento

«Pur in un contesto economico complesso, nel 2025 la nostra provincia ha continuato a mostrare una buona vitalità imprenditoriale – commenta il presidente della Camera di Commercio, Roberto Saccone –. Si confermano, alcune tendenze già evidenti da tempo: da un lato l’aumento delle imprese attive nel terziario, dall’altro il calo delle attività legate ai settori produttivi tradizionali, come il manifatturiero, ma anche l’agricoltura e il commercio al dettaglio. In quest’ultimo ambito, in particolare, iniziative volte a contrastare la desertificazione commerciale risultano quanto mai necessarie per evitare di peggiorare la qualità della vita nelle comunità locali».

Il sistema economico bresciano sta cambiando volto. Negli ultimi dieci anni il numero delle attività manifatturiere è passato da 16.026 a 13.698: sono svanite nel nulla 2.328 imprese. Ancora più imponente la perdita delle realtà legate al commercio passate dalle 26.481 del 2015 alle 20.925 del 2025 (-5.556).

Per Saccone è quindi «fondamentale arginare questo fenomeno mettendo in atto interventi decisi a favore della competitività della manifattura», da sempre pilastro dell’economia provinciale e nazionale.

C’è comunque un dato che va salutato positivamente: si segnala una crescita delle società di capitali, che registrano un saldo positivo di 1.319 unità, pari a un incremento del +2,5% rispetto al 2024. «Questo – precisa Saccome – evidenzia un’evoluzione del tessuto imprenditoriale verso forme più strutturate, capaci di affrontare con maggiore solidità le sfide future. Incoraggiante anche l’aumento delle imprese giovanili (+4,6% rispetto al 2024), mentre resta ancora troppo contenuto quello dell’imprenditoria femminile (+0,1%). Per quanto riguarda le start-up innovative, si osserva una sostanziale stagnazione, segnale che rende necessario un deciso rafforzamento delle politiche a sostegno dell’innovazione».

Le variazioni nel 2025

A livello settoriale nel 2025 si è registrato un significativo incremento delle imprese del settore attività professionali, scientifiche e tecniche (il saldo tra iscrizioni e cessazioni è di +197 unità), delle attività finanziarie e assicurative (+111), delle costruzioni (+89) e dei servizi di informazione e comunicazione (+72).

Tra i settori che registrano invece saldi negativi, come scritto sopra, troviamo il commercio all’ingrosso e al dettaglio (- 352), le attività di servizi alloggio e ristorazione (-178), il manifatturiero (-173) e l’agricoltura (-144).

Per quanto riguarda il comparto dell’artigianato, nel 2025 si è registrato un saldo positivo di 25 unità. In calo le attività manifatturiere (-142), in aumento quelle del settore costruzioni (+87), dei servizi di noleggio, agenzie di viaggio, e di supporto alle imprese (+48) e dei servizi di informazione e comunicazione (+29).

Sono in calo le imprese artigiane
Sono in calo le imprese artigiane

Complessivamente, a fine 2025, le imprese artigiane registrate in Camera di Commercio sono 31.324. Riguardo alle forme giuridiche, la provincia di Brescia registra, nel 2025, un saldo positivo di 1.319 unità nelle società di capitale e di 331 unità nelle ditte individuali, a fronte di un saldo negativo di 251 unità nelle società di persone. In termini assoluti, al Registro Imprese risultano iscritte 41.897 società di capitali, 53.752 ditte individuali e 18.264 società di persone.

I giovani

Infine le imprese giovanili sono 10.482 (9% del totale delle imprese registrate, in aumento del 4,6% rispetto allo scorso anno), quelle femminili 24.150 (20,7% del totale, in crescita dello 0,1%); in aumento le straniere (+11%) che ora sono 14.799 e rappresentano il 12,7% del totale.

Le start up innovative sono 226, in lieve aumento rispetto alle 225 di inizio 2025. Percentualmente, l’aumento delle start up innovative (+0,4%) è in controtendenza rispetto al dato nazionale (-2,5%) ma inferiore a quello lombardo (+3,8%).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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