Sostenibili e più piccole: come sono le case che cercano i bresciani
I bresciani cercano case green, sostenibili e soprattutto più piccole, con metrature inferiori rispetto anche al recente passato, complice il potere d’acquisto dei salari che si erode, il budget sempre più ridotto delle famiglie e i prezzi delle case in aumento. La crescente attenzione alla sostenibilità, ai consumi energetici e alla funzionalità degli spazi, poi, ha profondamente modificato le dinamiche di acquisto. È la tendenza fotografata per il 2025 dal «Listino dei valori degli immobili di Brescia e Provincia», curato come di consueto da Borsa Immobiliare e realizzato da Pro Brixia.
Nuovi stili di vita

Listino che come ha ricordato Roberto Zini, presidente di Pro Brixia, compie trent’anni. «Le nuove abitudini degli italiani e dei bresciani si riflettono anche sul mercato immobiliare – conferma Zini –. Si cercano soluzioni sempre più sostenibili, pure intervenendo su edifici più datati per renderli meno impattanti dal punto di vista ambientale». Se dunque fino a quindici anni fa si acquistavano case più grandi e subito dopo il Covid, a causa del lungo periodo di chiusura, si prediligevano abitazioni con spazi esterni, ora il trend pare invertirsi.
«Chi compra vuole una casa sostenibile e green ed è attento ai costi – spiega Gianbattista Quecchia, presidente del Comitato di Borsa –. Negli ultimi cinque anni la tendenza è ridurre gli spazi. Si è passati dalla ricerca di quadrilocali a trilocali con doppi servizi di massimo novanta metri con costi energetici bassi».
Prezzi e salari

La ragione è da ricercare nel basso potere d’acquisto dei salari e in prezzi delle case che anche nel 2025 sono aumentati. «Gli stipendi sono bassi e i prezzi delle case alti – prosegue Quecchia –. E poi c’è anche un motivo di tipo sociale. Si fanno meno figli, la popolazione è sempre più anziana, aumentano i single. Le abitazioni più piccole, facilmente gestibili e caratterizzate da costi di manutenzione contenuti sono sempre più apprezzate. Una tendenza che conferma i dati dell’ultimo periodo e una sempre più spiccata attenzione alla sostenibilità. Vero è però che la fascia di acquirenti interessati al mercato del nuovo, con elevate prestazioni energetiche e finiture di medio-alto livello rimane tuttavia piuttosto limitata».
Costi di costruzione

Il rialzo dei prezzi non è uniforme su tutto il territorio provinciale: le zone ben servite, prossime ai centri urbani, dotate di infrastrutture possono beneficiare di una maggiore vivacità della domanda. I costi delle case, precisa Demetrio Rossi, coordinatore del Comitato di Listino – «sono aumentati perché sono cresciuti quelli di costruzione. E se i prezzi di vendita continuano ad aumentare e i salari non crescono, quindi a parità di budget, devi ridurre le metrature. Le banche però oggi erogano mutui green a trent’anni con tassi che sono sotto il 2%, visti i tagli fatti dalla Banca centrale europea negli ultimi mesi». I giovani, in particolare, si avvicinano tendenzialmente ad immobili con buona classe energetica e di recente costruzione, oltre al fatto che rinunciano a spazi in favore di una buona qualità costruttiva.
Gli affitti
Oggi si fa fatica anche a far fronte a un affitto. Il mercato delle locazioni residenziali evidenzia un calo nei contratti quadriennali a canone libero, principalmente a causa della carenza di immobili in offerta. Il fenomeno degli affitti brevi – prediletti spesso dai proprietari che li considerano meno impegnativi – riguarda pure Brescia che è città universitaria: la presenza di studenti fuori sede alimenta la domanda di soluzioni temporanee ben posizionate e arredate.
«Aumentano gli sfratti per fine locazione – aggiunge l’assessore comunale alla Casa, Alessandro Cantoni –. Anche nella nostra città c’è un’alta richiesta di case e non ci si può permettere di non rispondere alle richieste dei cittadini. Sono sempre di più quelli che non sono in grado di acquistare una casa a prezzo di mercato. Per questo abbiamo varato l’Agenzia per la Casa. Ma se vogliamo andare incontro alle richieste dei cittadini – conclude – bisogna che Governo e Regione facciano la loro parte. Brescia deve essere una città che continua ad accogliere e costruire possibilità».
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