Economia

CO2 per l’acqua frizzante: esposto all’antitrust: qualcuno ha fatto cartello

La denuncia del Codacons. Anche le aziende bresciane tra le vittime inconsapevoli della speculazione
Le linee di produzione, l’imbottigliamento dell’acqua frizzante - © www.giornaledibrescia.it
Le linee di produzione, l’imbottigliamento dell’acqua frizzante - © www.giornaledibrescia.it

Dietro la carenza di anidride carbonica per le bollicine dell’acqua minerale, che a fine luglio aveva preoccupato molti imprenditori bresciani del settore, ci potrebbe essere un cartello tra i produttori e distributori di CO2. Il sospetto era già emerso in quelle settimane dalle nostre interviste alle aziende del territorio: «ci aspettiamo che la CO2 torni disponibile, e nemmeno troppo tardi, ma a prezzi maggiorati», ci avevano detto.

L’esposto

Il dubbio è venuto anche al Codacons - l’associazione dei consumatori - che ha presentato un esposto all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato per abuso di posizione dominante (in violazione dell’articolo 3 della legge 287/1990) o per abuso di dipendenza economica (articolo 9 della legge 192 del 1998). L'azione del Codacons vuol fare luce sull'operato della Yara di Ferrara, il principale produttore italiano di anidride carbonica per l'industria alimentare, e contro i quattro distributori Air Liquide, Sol, Basf e Nippon Gases.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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