«I Centri per l’impiego solo uffici amministrativi, serve ripensarli»

Da meri uffici amministrativi ad hub territoriali del lavoro, con lo Stato davvero in grado di giocare un ruolo centrale nell’integrazione con le agenzie private.
Così Claudio Cominardi si immagina il migliore dei futuri possibili per i Centri per l’impiego, strutture che oltre a carenze di indirizzo sostanziali scontano anche «problemi di personale - evidenzia l’ex sottosegretario del Lavoro e delle Politiche sociali nel governo Conte I -. Si tenga presente che rispetto alla Germania hanno un decimo dei dipendenti. Oltre a ciò servono competenze aggiornate e una formazione di alto livello, per riuscire davvero ad accompagnare i cittadini nel loro percorso di ingresso o di reinserimento lavorativo».

Forte della sua esperienza di governo come esponente del Movimento 5 Stelle, Cominardi rispolvera perciò le figure dei navigator, tutor centrali all’interno del progetto di riforma che verteva sul Reddito di cittadinanza. «Erano figure tecniche di supporto ai Centri per l’impiego di grande, valore e altamente formate – rimarca –, tutti giovani laureati con una media voto del 108. Nonostante ciò sono stati dileggiati».
Proprio questo rinnovamento e potenziamento del personale può dare vita dal nuovo corso dei Centri secondo Cominardi, a quegli hub territoriali del lavoro dove l’orientamento «sarebbe davvero personalizzato. Solo così si può accompagnare una persona in modo efficace nelle scelte professionali, incrociando domanda e offerta anche grazie alla tecnologia, vista l’attuale diffusione di strumenti di intelligenza artificiale».
Oltre a ciò Cominardi rimarca il bisogno di «un supporto continuo, soprattutto per chi è più avanti con l’età. In un mercato del lavoro sempre più fluido non è realistico pensare che una persona possa essere ricollocata il giorno dopo aver perso un impiego - sottolinea -. Per questo il diritto alla formazione deve diventare permanente: reskilling e upskilling non possono essere interventi occasionali, ma percorsi strutturati e finanziati dallo Stato».
Infine Cominardi aggiunge un elemento cruciale: «È necessario costruire una stretta connessione tra Centri per l’impiego, università, Its e imprese innovative, per allineare competenze e fabbisogni reali e garantire opportunità concrete di crescita e occupazione».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.
