Economia

Centrale del Latte, utile a 2,3 milioni: è l’anno di Re Cappuccio

Ricavi in leggero aumento a 58,5 milioni. Re Cappuccio è il prodotto più venduto con oltre 10 milioni di litri distribuiti lungo tutto lo Stivale
La storica sede cittadina della Centrale del Latte di Brescia
La storica sede cittadina della Centrale del Latte di Brescia

Novantacinque anni e non sentirli. «Il prossimo 31 ottobre raggiungeremo un altro traguardo, una tappa importante della nostra storia. Siamo molto fortunati e ne siamo consapevoli - riconosce il presidente della Centrale del Latte di Brescia, Franco Dusina -: nonostante il mercato sia condizionato da sempre più variabili, ogni giorno riscontiamo l’affetto dei bresciani nei confronti della Centrale». In parte lo si evince anche dai risultati espressi nell’ultimo bilancio. «Il 2025 è stato un anno difficilissimo, probabilmente il più complicato di sempre» non nasconde Dusina, trovando consenso nello sguardo del direttore generale Andrea Bartolozzi.

Lo scorso anno, la storica società di via Lamarmora ha riportato un fatturato di 85,59 milioni di euro, in leggera crescita rispetto all’esercizio precedente (84,87 milioni). «I volumi dei ricavi di questi tempi assumono un’importanza relativa - puntualizza Bartolozzi con il chiaro intento di smorzare inutili entusiasmi -: la nostra maggiore attenzione è alla tenuta della marginalità. I buoni risultati ottenuti nel 2025 - continua - sono l’effetto di un’ottima performance delle vendite registrata nell’ultimo trimestre dell’anno, oltre le più rosee aspettative e malgrado un gravoso aumento del costo della materia prima (il latte, appunto. Ndr) rilevato in tutto il 2025, che nel nostro caso è valso un esborso aggiuntivo di 1,5 milioni di euro rispetto al 2024».

I prezzi

Per ogni litro di latte raccolto la società controllata dal Comune di Brescia con il 51,35% ha mediamente riconosciuto ai suoi fornitori 60 centesimi di euro (più premi). «Sappiamo cosa rappresentiamo e continueremo comunque a privilegiare il nostro territorio» assicura Dusina, che constatando la consueta solidità della società (Mezzi propri per 25,6 milioni e Pfn per 918mila euro) e rileggendo l’ultima riga del conto economico riusce ancora a legittimare tutti gli sforzi fin qui fatti. Seppur in calo rispetto ai 3,11 milioni del 2024, Centrale del Latte ha chiuso il bilancio con un utile di 2,31 milioni.

Il presidente Franco Dusina e il direttore generale Andrea Bartolozzi
Il presidente Franco Dusina e il direttore generale Andrea Bartolozzi

Lo scenario

«Prima della pandemia eravamo meno soggetti a variazioni così "pesanti" delle materie prime, che ora sono evidentemente entrate in un vortice speculativo - ha spiegato Bartolozzi - e che condizionano il nostro lavoro quotidiano al pari dei costi dell’energia».

Ogni impresa, in fondo, si compone di quattro elementi: il prodotto, i clienti, l’organizzazione e la finanza. Inoltre a Brescia, come in poche altre zone d’Italia, vige nelle fabbriche una speciale forma di religione laica secondo cui l’evoluzione dei luoghi coincide con la sviluppo dell’impresa. Un fenomeno che si manifesta anche nella storia quasi centenaria della Centrale del Latte, capace di trasformare un’attività tradizionale e legata al mondo agricolo locale in una realtà manifatturiera complessa, segnata da un alto grado di innovazione e votata allo sbocco su nuovi mercati. In quest’ottica rientrano i costanti investimenti in impianti e macchinari, che hanno ottimizzato la produzione dell’azienda cittadina, anche da un punto di vista energetico. «Senza dimenticare la professionalità crescente delle maestranze» ha sottolineato il direttore Bartolozzi.

La strategia

Alla base del percorso di sviluppo intrapreso da Centrale del Latte vi è anche una strategia ben ponderata dai vertici aziendali: «Abbiamo ad esempio ampliato la nostra offerta di prodotti delattosati (senza lattosio, ndr) perché ormai riguardano un acquisto su tre e questa tendenza aumenterà nei prossimi anni» ha rivelato il direttore generale. Sempre in quest’ottica, nel corso del 2025 Centrale del Latte ha condotto un progetto che le ha consentito di realizzare uno dei suoi prodotti di punta, il mascarpone, nella versione «ad alta digeribilità».

Il Re Cappuccio è il prodotto più venduto di Centrale del Latte
Il Re Cappuccio è il prodotto più venduto di Centrale del Latte

Lo stesso vale per «Re Cappuccio», il prodotto attualmente più venduto (oltre 10 milioni di litri l’anno distribuiti in tutta Italia) e ora disponibile anche «senza lattosio». Bartolozzi ha svelato che il marchio «made in Brescia» della Centrale sta guadagnando spazio anche nell’Ho.re.ca: «In questo comparto - palesa - i consumi sono in crescita e abbiamo ampliato la nostra presenza nella Bergamasca e sulle sponde trentine e veronesi del Lago di Garda». Dopotutto, ogni impresa dalle nostra parti nasce artigiana, ritrova le sue origini in un’officina e per sempre si riconoscerà nella sua gente.

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