Cellatica, nella fabbrica di Keminova c’è spazio anche per la cultura

Non solo chiavi a stella, bulloni, fatture, mercati, clienti, fornitori, progetti e prodotti. In fabbrica c’è anche cultura. In Keminova, azienda cosmetica e attiva nella ricerca formulativa (processo scientifico di ideazione, sviluppo e ottimizzazione di nuove formulazioni cosmetiche o farmaceutiche), ritorna «Il Giardino di carta», spazio di incontro, di curiosità, scoperte condivise: progetto a cura di Marina Tonsi, che quest’anno dedica il percorso al teatro con la consulenza di Paola Carmignani, giornalista, critica teatrale e autrice, che sarà affiancata dal contributo di artisti, studiosi e appassionati con il quali il teatro verrà esplorato come arte, come mestiere, come paesaggio e come esperienze condivise.
Non solo impresa
Quello di Keminova è un altro passo avanti delle aziende bresciane verso una nuova cultura d’impresa, quell’insieme di valori, convinzioni, azioni, pensieri, obiettivi e norme che caratterizzano e definiscono un’azienda, fatta non solo di prodotti, processi, mercati uomini e donne, ma anche di un’identità delle persone che la compongono: uno dei tantissimi passi avanti che hanno interessato la sicurezza, l’ambiente, il welfare, la conciliazione dei tempi tra casa e lavoro e tanto altro e che in Keminova fa rotta un’altra vola sulla cultura.
Il calendario
Il 29 gennaio, a Cellatica Paola Carmignani, lo scrittore Tino Bino, la regista Sara Poli e l’attrice Laura Mantovi (che interpreterà un estratto da Shakespeare dedicato alle sette età della vita; prenotazione scrivendo a questo indirizzo e-mail) saranno i protagonisti della giornata d’apertura.
Il calendario di quest’anno continuerà con incontri, dialoghi, visite guidate, conoscenza del paesaggio bresciano, laboratori e progetti speciali che saranno coordinati da studiosi, artisti, autori, ricercatori, istituzioni culturali del territorio che guideranno gli ospiti verso la formazione dello spettatore teatrale, la storia del teatro a Brescia, il paesaggio come scena naturale, il rapporto tra parola e silenzio, l’action design, il mestiere dell’attore e la scoperta dei luoghi teatrali della città.
«Shakespeare disse che tutto il mondo è un palcoscenico, invitandoci a riflettere sul teatro come chiave di lettura – conclude Paola Carmignani –. Saremo affiancati nel nostro percorso dal Centro teatrale bresciano, la cui esistenza testimonia il ruolo non secondario, e tutt’altro che provinciale, che Brescia ha giocato nella storia teatrale nazionale». Fino a giugno sarà attivo il corso di teatro per il personale di Keminova guidato da Laura Mantovi e Sara Poli, in cui «Il giardino di carta» sarà esperienza partecipata e non solo percorso culturale.
L’entusiasmo di Keminova
In Keminova aggiungono «Abbiamo accolto il desiderio espresso dal gruppo di lavoro e dai colleghi di vivere insieme un anno di scoperte, di emozioni, di riflessioni. Il programma che presentiamo è un invito a lasciarsi sorprendere, a partecipare, a sentirsi parte di una comunità che crede nella cultura come motore di benessere e di futuro». Meryle Sewcrest, nel suo «Il caso Olivetti», citando Civilisation di Kenneth Clark apre il libro ricordandoci che Vespasiano da Bisticci chiese a Federico da Montefeltro, primo duca di Urbino, cosa servisse per governare un regno. E la risposta del duca fu «Essere umani». E nulla più della cultura rende umani.
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