Economia

Cassa integrazione da «zona rossa»: a Brescia sale del 238%

A Marzo autorizzate 9,1 milioni di ore. Determinante la chiusura delle attività commerciali imposta dalla zona rossa.
Manifattura, le linee di montaggio
Manifattura, le linee di montaggio

La chiusura delle attività commerciali imposta per limitare i contagi ha inevitabilmente contribuito ad aumentare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nell’ultimo mese.

Se a livello nazionale, a marzo, le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps hanno registrato un aumento del 286% rispetto al mese precedente (da 104,5 a 414 milioni di ore), anche nella nostra provincia si è riscontrata una grave accelerazione della cig.

A Brescia sono state autorizzate 9,1 milioni di ore di cassa integrazione contro i 2,69 milioni di febbraio, segnando così un +238% in soli trenta giorni. Il «balzo» più significativo emerge nella voce relativa alle ore di cassa integrazione ordinaria: sono 5,01 milioni quelle autorizzate per gli operai bresciani e 2,17 milioni quelle a favore dei colleghi «impiegati».

A febbraio, invece, la cig ordinaria autorizzata nel nostro territorio sfiorava le 288mila ore. A marzo è cresciuta anche la cassa straordinaria (da 344mila a 451mila ore), mentre è diminuita quella in deroga (da 2,06 a 1,45 milioni di ore). Nel primo trimestre 2021, di conseguenza, Brescia ha accumulato complessivamente 17,64 milioni di ore di cassa integrazione, superando ampiamente la quota raggiunta nell’intero 2019 oppure nel 2018.

Le attività. In Italia, i settori che assorbono la maggior parte della cig ordinaria sono nell’ordine: la «fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici ed elettrici» con 49,7 milioni di ore; il «metallurgico» con 42 milioni; le «industrie tessili e abbigliamento» con 37 milioni; le «costruzioni» con 29,4 milioni; le «pelli, cuoio e calzature» con 18 milioni.

Questi cinque settori assorbono il 63% delle autorizzazioni di marzo. Per la cig in deroga è il «commercio» il settore che ha avuto il maggior numero di ore autorizzate, con 49,3 milioni; seguono «alberghi e ristoranti» con 35,4 milioni e «attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese» con 10,3 milioni. Questi tre settori assorbono l’83% delle ore autorizzate a marzo.

La regione con il maggior numero di ore di cig ordinaria autorizzate a marzo è la Lombardia, con 63,5 milioni, seguita da Piemonte con 29,2 milioni e Veneto con 28,8 milioni.

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