A Brescia l’età degli imprenditori continua a salire, mentre si restringe la platea dei giovani che potrebbero raccoglierne il testimone. Quasi 4mila titolari di imprese individuali bresciani hanno almeno 70 anni, il 7,3% del totale. Dieci anni fa erano 3.186, pari al 5,2%. In termini assoluti, dunque, gli over 70 sono aumentati di quasi 800 unità, nonostante nello stesso periodo sia diminuito il numero complessivo dei titolari individuali.
Il quadro emerge dal dossier di Cna Brescia «Imprese senza ricambio», che misura l’esposizione del sistema produttivo al rischio di un mancato passaggio generazionale. Un problema che non riguarda soltanto la continuità familiare dell’impresa, ma la tenuta stessa di competenze, occupazione e filiere territoriali.
I settori più «critici»
L’invecchiamento è particolarmente evidente in agricoltura, ma interessa anche comparti strategici come manifattura, trasporto e magazzinaggio. Sono settori nei quali il valore dell’impresa non coincide soltanto con macchinari e bilanci: una parte rilevante del patrimonio è costituita dalla conoscenza del mestiere, dalle relazioni con i clienti e dai rapporti costruiti negli anni con fornitori e filiere. Elementi che non possono essere trasferiti in pochi mesi.
A rendere più complessa la prospettiva è l’altra faccia della dinamica demografica: la riduzione dei giovani imprenditori. Nel Bresciano, tra il 2014 e il 2024, le imprese guidate da giovani sono diminuite del 15%. Nel 2026 la popolazione tra i 20 e i 30 anni è inoltre diminuita di quasi 16mila unità. Il rischio, quindi, è che l’uscita progressiva degli imprenditori più anziani non trovi un numero sufficiente di nuovi protagonisti pronti a subentrare.
È proprio dalla sovrapposizione di queste due dinamiche che nasce la criticità maggiore, soprattutto in manifattura, costruzioni e commercio, comparti nei quali piccole imprese e artigianato costituiscono una parte essenziale delle filiere bresciane.
I rischi
«Questi numeri ci dicono che il ricambio generazionale è una delle questioni con cui il sistema produttivo bresciano dovrà confrontarsi con maggiore attenzione nei prossimi anni – spiega Giordano Apostoli, presidente di Cna Brescia –. Il punto non è semplicemente l’aumento dell’età media degli imprenditori. Il rischio è che imprese sane, con un proprio mercato e competenze costruite nel tempo, arrivino alla chiusura perché manca qualcuno disposto o nelle condizioni di raccoglierne il testimone. In una provincia come Brescia, dove piccola impresa e artigianato sono parte integrante delle filiere produttive, perdere un’attività significa spesso disperdere conoscenze, professionalità e relazioni che non sono facilmente ricostruibili».
Per questo il passaggio generazionale non può essere considerato un appuntamento da affrontare quando l’imprenditore è ormai prossimo all’uscita. Prepararlo per tempo significa individuare il possibile successore, trasferire gradualmente competenze e responsabilità, affrontare gli aspetti finanziari e organizzativi e consentire all’impresa di attraversare il cambio di guida senza interrompere la continuità.



