«Buy now pay later»: come funzionano i pagamenti digitali a rate

In inglese viene chiamato «Buy now, pay later», «compra ora, paga più tardi», in acronimo Bnpl: è uno strumento sempre più diffuso in Italia e nel mondo, messo a disposizione da molti sistemi, tra cui per esempio PayPal e Satispay. Di fatto, è una forma di finanziamento che permette di effettuare a rate un acquisto online.
Secondo degli studi citati in una recente nota della Banca d’Italia, nel 2025 questo metodo di pagamento è stato usato almeno una volta dal 30% delle famiglie italiane. Ma la banca centrale ha anche messo in guardia sui possibili rischi del Bnpl, che da novembre sarà interessato da una nuova direttiva dell’Unione europea.
Come funziona
Da un po’ di tempo quando si effettuano pagamenti con sistemi per le transazioni come PayPal o Satispay al momento dell’acquisto, in negozio o online, viene proposta la possibilità del pagamento a rate e senza interessi. Nel caso si opti per dilazionare il pagamento, si paga al momento dell’acquisto soltanto una quota del prezzo totale, mentre il resto è diviso in rate, distribuite nel tempo e addebitate sul conto o sulla carta (a seconda di cosa si indica nel momento dell’acquisto).
Di solito le rate sono tre o quattro, ma i vari intermediari di pagamento digitali possono proporre ulteriori piani. L’addebito delle rate viene fatto in automatico, per cui una volta pagato il primo importo parziale non serve fare più nulla. L’accesso alla rateizzazione è semplice e la richiesta è spesso accolta istantaneamente.
I vantaggi e i rischi
Il Bnpl presenta caratteristiche che appaiono vantaggiose al consumatore. Come riassume la Banca d’Italia, tra queste c’è l’accessibilità finanziaria: si può acquistare un prodotto anche se non si ha con sé l’intera somma necessaria, dividendola in rate. La richiesta di credito è molto rapida e a portata di click, senza che si debba attendere l’approvazione del credito. Ultimo ma non per importanza, il Bnpl in molti casi non prevede interessi, forse l’aspetto che lo rende più appetibile agli occhi dei consumatori.
Vi sono però anche dei rischi, sottolineati di recente dalla Banca Italia. Uno è il pericolo di indebitamento: chi si affida al Bnpl potrebbe avere la tentazione di fare più acquisti, rischiando di arrivare a un punto in cui può diventare difficile sostenere la somma delle rate. L’assenza di interessi e la rapidità con cui viene concessa la possibilità di rateizzare può dunque indurre a spese alla lunga sopra le proprie disponibilità, sottolinea la banca centrale.
E se non si paga si può incorrere in sanzioni: commissioni e interessi il cui importo può anche essere elevato, indicati nei termini di servizio con cui si stipula la rateizzazione. Per queste ragioni la Banca d’Italia consiglia prudenza quando si fanno acquisti online, nonché a essere previdenti, con un occhio di riguardo al futuro.
Uno strumento in crescita
Questo strumento ha avuto una diffusione rilevante negli ultimi anni. Secondo le stime del Global payment report del 2025, l’utilizzo del Bnpl nel mondo ha raggiunto l’ammontare di 342 miliardi di dollari nel 2024 (erano 285 miliardi nel 2022).
Per quanto riguarda l’Italia, secondo l’Indagine sui bilanci delle famiglie del 2022 e l’Indagine congiunturale del 2025, il Bnpl in pochi anni ha aumentato molto la platea di utenti: dal 4% dei nuclei familiari nel 2022 si è passati al 30% nel 2025. Circa due terzi, però, lo usano solo occasionalmente. Nel nostro Paese i pagamenti rateizzati di questo tipo sono passati dal valore di 1 miliardo di euro nel 2021 ai 9 miliardi del 2025, stando alle stime dell’Osservatorio innovative payments del Politecnico di Milano.
La Banca d’Italia fa notare come questa forma di pagamento coinvolga di più «le fasce di popolazione finanziariamente più fragili, con un reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate». Spesso, infatti, l’uso del Bnpl è molto frequente tra le famiglie che hanno debiti legati al consumo: la frequenza di utilizzo è molto elevata tra le famiglie che hanno più debiti, come finanziamenti per ottenere liquidità o per consolidare altri debiti, e tra chi è in ritardo nel rimborso delle rate.
Il futuro: la direttiva Ue
A breve ci saranno però delle novità. A novembre 2026 entrerà in vigore la direttiva Ue sul credito ai consumatori (Ccd2), che interessa gran parte delle operazioni Bnpl.
Cosa prevede? Tra le altre cose, regole di trasparenza più stringenti riguardo all’informativa precontrattuale e contrattuale, valutazioni più rigorose del merito creditizio e, soprattutto, l’inclusione del Bnpl nella disciplina del credito al consumo.
Secondo la Banca d’Italia, queste novità avranno degli effetti positivi per i consumatori, a cui saranno garantiti maggiori diritti e garanzie di trasparenza, ma anche una valutazione più accurata della loro situazione finanziaria: un aspetto, quest’ultimo, che mira a ridurre i rischi di indebitamento. La valutazione della situazione finanziaria del consumatore, infatti, «dovrà essere effettuata tenendo conto di tutti i fattori che potrebbero influenzare la capacità di rimborso del credito, tra cui il reddito e le spese del consumatore, e dovrà basarsi su informazioni riguardanti la situazione economico-finanziaria che siano necessarie e proporzionate rispetto alla natura, alla durata, al valore e ai rischi del credito per il consumatore».
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