Economia

Brescia è terza in Lombardia per numero di imprese straniere

Angela Dessì
In Lombardia sono presenti oltre 20mila realtà estere: la nostra provincia è a quota 1.472, rimane però basso il dato sulle high tech
Sono 1.472 le imprese straniere nel Bresciano
Sono 1.472 le imprese straniere nel Bresciano
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La nostra provincia si conferma tra le principali destinazioni delle imprese estere in Italia, ma può fare anche di meglio. A dirlo è il rapporto «Le imprese estere in Italia e lo sviluppo dei territori: la regione Lombardia», frutto della collaborazione tra Confindustria (Osservatorio Imprese Estere), Confindustria Lombardia e Assolombarda, con il coinvolgimento di altre territoriali socie di Confindustria Lombardia.

Il report

Secondo il report, se a trainare tutto il Paese è la Lombardia, che conta oltre 20 mila unità locali presenti nel 2023, la nostra provincia ne assorbe il 7,3%, pari a 1.472 imprese, e si piazza al terzo posto della classifica regionale, seconda solo a Milano (11.430 unità, pari al 56,5%) e Bergamo (1.528, pari al 7,8%).

Non dissimile il quadro se si guarda al numero degli addetti impiegati e il valore aggiunto prodotto dalle imprese: mentre Milano assorbe il 62,7% degli addetti e il 70,4% del valore aggiunto complessivo attivato dalle multinazionali estere in regione, il territorio bresciano dà lavoro al 5% degli addetti e fa convergere il 3,5% del valore aggiunto (in queste due voci, Brescia occupa la quinta posizione, preceduta anche da Monza Brianza e Varese: le prime quattro province, a loro volta, raggruppano il 78,1% delle unità locali, l’83,9% degli addetti e l’88,5% del valore aggiunto delle realtà estere in Lombardia).

L’indice di orientamento

Il quadro cambia se si guarda all’indice di orientamento provinciale delle imprese estere, che misura la loro propensione a generare valore aggiunto in una determinata provincia rispetto al complesso delle imprese residenti, calcolato per il totale dei settori e per i due macro-settori di industria e servizi. Qui Brescia slitta in ultima posizione, assumendo un valore di molto inferiore a 100 (40 per l’industria e poco meno per i servizi), e denotando una sotto-rappresentazione delle multinazionali estere rispetto al complesso delle imprese residenti. Come a dire: si può fare di più.

La nostra provincia scala il vertice della classifica e si colloca al primo posto se si considera l’indice di specializzazione intra-provinciale delle imprese estere per i macro-settori dei servizi (116) mentre non rientra tra le province in cui le imprese a capitale estero si caratterizzano per una vocazione industriale più spiccata rispetto al contesto di riferimento.

Lo spaccato regionale

Il rapporto palesa come la Lombardia sia un territorio in cui la presenza distintiva di multinazionali estere si leghi alla capacità competitiva, all’innovazione e allo sviluppo. I numeri evidenziano che le unità locali presenti nel 2023 sono 20.234 e generano il 37,9% del valore aggiunto complessivamente realizzato nel Paese e il 25,1% del valore aggiunto complessivo regionale. Il 38,6% della spesa in R&S delle imprese lombarde (pari a 4,33 miliardi di euro) è attribuibile alle imprese a capitale estero, con il 30,1% dei ricercatori attivi in Lombardia impiegato qui.

Infine, sono 10 i settori manifatturieri (farmaceutica, apparecchiature elettriche, elettronica e misurazione, chimica, gomma e plastica, estrazione) che dei servizi (commercio, servizi ICT, attività professionali, scientifiche e tecniche, servizi alle imprese) nei quali la presenza di multinazionali estere assume un carattere distintivo per elevata attrattività regionale e forte specializzazione: insieme concentrano 49,8 miliardi di valore aggiunto e 409mila addetti, con livelli di produttività del lavoro ampiamente superiori alla media regionale.

Il settore High-tech

Tuttavia, rispetto ai benchmark tedeschi, in Lombardia la quota di imprese estere manifatturiere nei settori High-tech si ferma all’11,3% contro il 18,0% del Bayern e il 15,7% del Baden-Württemberg mentre rispetto ai benchmark europei, le imprese estere manifatturiere lombarde si collocano al secondo posto per produttività, dietro alle multinazionali estere dell’Auvergne-Rhône-Alpes ma davanti a quelle di Cataluña, Baden-Württemberg e Bayern.

«Nonostante la leadership nazionale sono ampi i margini di crescita», commenta il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini per il quale «gli strumenti a disposizione per valorizzare chi sceglie di investire nei nostri territori sono molteplici, e l’introduzione delle Zone di Innovazione e Sviluppo fornirà un’ulteriore spinta attrattiva e competitiva».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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