Bcc Agrobresciano: la raccolta sale, utile a 11,8 milioni

Va tutto bene? Certo che no. La situazione geopolitica è lì da vedere: «Guerra mondiale a pezzi» (come disse Papa Francesco), lo stretto di Hormuz che apre e chiude come una farfalla sbatte le ali, il prezzo del petrolio che sale. E il conto arriva a noi.
Sguardo al mondo
Bcc Agrobresciano, che ieri ha riunito i soci per l’assemblea ordinaria (oltre 500 i presenti), deve confrontarsi con tutto questo, compreso, come ha detto il professor Claudio Teodori, «con un’incertezza sempre più preoccupante e con alcune guerre potenziali, come Cina e Taiwan, che se scoppiassero sarebbero devastanti».
Anche se non è facile, l’istituto di credito è riuscito a schivare gli ostacoli più insidiosi e a rilanciare la sua azione, così da guardare al futuro con tranquillità. Tutto questo è piaciuto all’assemblea, che ha rinnovato la fiducia approvando all’unanimità il Bilancio 2025.
L’incontro
Dopo l’Inno di Mameli che ha aperto i lavori, il presidente Osvaldo Scalvenzi e il direttore generale Giuliano Pellegrini hanno fornito i numeri del 2025: «La crescita della raccolta diretta e indiretta (+ 6,28%) conferma il legame con il tessuto locale e il sostegno a famiglie e imprese. Confermata anche la qualità creditizia, con la riduzione di un NPL Ratio Netto allo 0,50%».
I dati
Ancora: «Il Total Capital Ratio ha registrato un ulteriore incremento, attestandosi al 27,39%, valore che ci pone tra le banche più virtuose d’Italia. In questa prospettiva, l’utile netto di 11,8 milioni di euro è un risultato di grande rilievo, soprattutto in considerazione delle operazioni straordinarie di consolidamento realizzate a beneficio degli esercizi futuri. E poi gli impieghi alla clientela cresciuti del 2,5%, i crediti deteriorati in calo da 0,69 a 0,5%, il fondo di beneficenza salito a 1.100.000 euro». Coi tempi che corrono è positivo.
La curiosità
Ha preso la parola anche Angelo Portesi, socio ultraottantenne che ad ogni assemblea prende il microfono per dire la sua. Dopo essersi complimentato con il Consiglio di amministrazione, Portesi ha fatto due osservazioni. Una ai vertici della banca: «Siamo a 7.500 soci, ma dobbiamo arrivare a 10.000...». L’altra ai giornalisti, «che non riportano mai i nomi dei soci che intervengono». Touché.
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