Banca Santa Giulia finisce nel mirino del gruppo Banor, realtà con sedi a Milano, Torino, Roma e Biella e specializzata nella gestione di capitali (wealth management) e nella consulenza su grandi patrimoni. «Banor aspirerebbe a ottenere la licenza bancaria» del piccolo istituto di credito bresciano riporta a grandi lettere il quotidiano Milano Finanza. In questo modo, spiega il giornale diretto da Roberto Sommella, il gruppo fondato da Massimiliano Cagliero potrebbe proseguire «il suo percorso di crescita nel wealth management e arrotondare gli oltre 14 miliardi di asset under supervision (beni finanziari monitorati, ndr)».
L’indiscrezione svelata da MF non ha colto di sorpresa i vertici di Banca Santa Giulia. «I numeri e le ottime performance del nostro istituto sono ormai riconosciuti da tutti - commenta la vicepresidente Daniela Grandi -: inevitabilmente Banca Santa Giulia ha attirato l’attenzione di diversi operatori. Non le nascondo che da tempo abbiamo avuto con loro (e anche con Banor) un’interlocuzione, ma le assicuro che la banca non è in vendita».
Il punto
Da alcuni anni, l’istituto di credito con sede a Chiari (e altre due filiali a Brescia e Bergamo) si è distinto nel panorama nazionale per gestione e risultati ottenuti. Non a caso, lo scorso aprile Banca Santa Giulia si è classificata al primo posto nella categoria «produttività» della classifica dedicata alle «Banche minori» di Credit Data Reserch Italia in collaborazione con BancaFinanza.
In altre parole, con un indice di produttività pari a 83,5, Banca Santa Giulia è tra le realtà più efficienti del sistema bancario italiano («Un risultato che premia la capacità di trasformare la performance operativa in valore concreto, ottimizzando l’utilizzo delle risorse», il giudizio riportato dalla stessa BancaFinanza).
Il bilancio 2025 dell’istituto bresciano, che vede tra gli azionisti oltre a Daniela Grandi, anche Marco Bonometti (presidente) e un folto gruppo di industriali bresciani, si è chiuso con un utile di 5,7 milioni di euro con un Roe del 9%. Le masse intermediate negli ultimi dodici mesi sono salite a 526 milioni (+9,5%) e gli impieghi netti sono stati di 195,1 milioni con un Il Total capital ratio del 41,59%. «Il futuro delle piccole banche - ha detto nell’ultima assemblea dei soci il presidente Bonometti - sarà la specializzazione in particolari settori o gruppi di clienti bene definiti». Una sfida che Banca Santa Giulia è già pronta ad affrontare, a prescindere da chi controllerà l’istituto.




