Economia

Guida autonoma, la sperimentazione partita da Darfo arriva a Las Vegas

Agenzia Ice e Anfia hanno portato al Consumer Electronics Show la Fiat 500e, pensata come prototipo di navetta a bassa velocità
I ricercatori del team Aida del Politecnico di Milano con la Fiat 500e - © www.giornaledibrescia.it
I ricercatori del team Aida del Politecnico di Milano con la Fiat 500e - © www.giornaledibrescia.it
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L’agenzia Ice per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese e Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) stanno partecipano al prestigioso Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas con l’intento di raccontare l’evoluzione della filiera automotive tricolore nelle tecnologie dei veicoli connessi e a guida autonoma e in generale nelle soluzioni più innovative alle sfide del mondo della mobilità.

Da Darfo agli States

Con quest’ambizione, Ice e Anfia hanno anche portato nel Nevada il progetto «Sharing for Caring», una sperimentazione avviata l’estate scorsa a Darfo dal Politecnico di Milano, sotto la supervisione del prof. Sergio Savaresi (originario di Manerbio). Ed è per questo motivo che l’area espositiva occupata da Ice e Anfia al Ces ospita una Fiat 500e messa a disposizione da Stellantis Usa, sponsorizzata tra gli altri anche da A2A ed equipaggiata con la tecnologia di guida autonoma sviluppata dalle ricercatrici e dai ricercatori del gruppo Aida (Artificial Intelligence Driving Autonomous) del Politecnico di Milano.

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Guida autonoma, la sperimentazione a Darfo

L’auto in esposizione replica il veicolo presentato a luglio in Valcamonica, nell’ambito di un progetto che introduce il concetto di «robo-caring», in cui avanzate tecnologie di guida autonoma sono state usate per un prototipo di navetta a guida autonoma «low speed» (a bassa velocità), pensato per il trasporto di persone fragili in contesti urbani a bassa densità abitativa, come appunto i comuni montani.

Il record

«Robo-caring» peraltro è soltanto l’ultimo dei casi applicativi della proposta di Aida. Nell’ultimo anno, il progetto guidato dal prof. Savaresi ha consolidato il proprio percorso di sviluppo tecnologico raggiungendo risultati di rilievo internazionale, tra cui il record assoluto di velocità per un veicolo di serie equipaggiato con tecnologia di guida autonoma, ottenuto a Cape Canaveral con una Maserati MC20 Coupé, che ha raggiunto i 318 km/h. Non solo vetture ad alte prestazioni: il veicolo esposto al Ces è inoltre il simbolo di un anno di sperimentazioni orientate verso casi d’uso più concreti e urbani, tutte sviluppate su strada pubblica e aperta al traffico.

Dopo aver lanciato la sperimentazione di guida autonoma di un servizio di mobilità condivisa on-demand che prevede veicoli in grado di raggiungere autonomamente l’utente («robo-sharing»), la ricerca ha esplorato altri possibili scenari applicativi della guida autonoma in ambito urbano. Tra questi rientrano navette dedicate al collegamento tra nodi strategici della mobilità, a supporto della multimodalità dei trasporti («robo-linking»), e servizi orientati a rendere la mobilità sempre più accessibile, valorizzandone la dimensione sociale («robo-caring»).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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