Economia

Auto elettriche, il 2025 può dare la svolta: giù i prezzi e su le vendite

Secondo «Transport & Environment» nel 2026 potrebbero raggiungere il 23% del mercato europeo
La ricarica di un'auto elettrica
La ricarica di un'auto elettrica
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Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta per il mercato delle auto elettriche in Europa, che entra in una fase di maturazione caratterizzata da una crescita sostenuta delle vendite e, per la prima volta dopo anni, da un’inversione di tendenza sul fronte dei prezzi.

I dati

Secondo il report di «Transport & Environment», le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria hanno raggiunto il 19% del mercato nel 2025 e sono destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni, fino al 23% nel 2026 e al 28% nel 2027, segnando un’accelerazione significativa rispetto agli anni precedenti. Questo cambio di passo è strettamente legato all’entrata in vigore dei nuovi limiti europei sulle emissioni di CO2, che stanno spingendo le case automobilistiche a rivedere in profondità le proprie strategie industriali, aumentando gli investimenti sull’elettrico e ampliando l’offerta di modelli disponibili sul mercato.

In questo contesto, l’elettrico non è più soltanto una scelta tecnologica o di posizionamento, ma diventa una necessità regolatoria e competitiva, con effetti ormai evidenti anche sul comportamento dei consumatori e sulla struttura dell’offerta. Il segnale più rilevante riguarda proprio i prezzi: nel 2025 il costo medio delle auto elettriche è diminuito del 4%, pari a circa 1.800 euro, interrompendo una lunga fase di crescita e attestandosi intorno ai 42.800 euro.

Si tratta di un passaggio significativo, determinato da una combinazione di fattori, tra cui il progressivo calo dei costi delle batterie, le economie di scala legate all’aumento della produzione e, soprattutto, l’introduzione di nuovi modelli più accessibili, in particolare nei segmenti più piccoli.

Nonostante ciò, il mercato resta ancora fortemente segmentato: mentre le auto elettriche di fascia medio-alta hanno già raggiunto una sostanziale parità di prezzo con i modelli a combustione interna, nei segmenti più diffusi il divario persiste, anche a causa delle scelte strategiche adottate dai costruttori negli ultimi anni, orientate verso Suv e veicoli di grandi dimensioni, che hanno contribuito a mantenere elevato il prezzo medio complessivo.

Il nodo centrale della transizione resta quindi la parità di prezzo su larga scala, cioè il momento in cui acquistare un’auto elettrica costerà quanto una tradizionale in tutte le categorie di mercato. Secondo il report, questo traguardo potrebbe essere raggiunto entro il 2030, grazie al continuo calo dei costi delle batterie – già diminuiti di circa un terzo dal 2022 e destinati a ridursi ulteriormente – e all’espansione dell’offerta di modelli accessibili. Tuttavia, il raggiungimento di questo obiettivo non è scontato e dipenderà in larga misura dalle scelte politiche dei prossimi anni.

Obiettivi

L’eventuale allentamento degli obiettivi europei sulle emissioni di CO2 rappresenta infatti un fattore di rischio significativo: secondo l’analisi, una riduzione della pressione normativa potrebbe indurre le case automobilistiche a rallentare la transizione, privilegiando i margini di profitto rispetto alla diffusione di modelli più economici, con il risultato di ritardare la parità di prezzo e mantenere più a lungo livelli elevati di costo per i consumatori. In questo scenario, il prezzo medio delle auto elettriche potrebbe risultare superiore di oltre 2.000 euro rispetto alle previsioni più ottimistiche e la diffusione dei veicoli potrebbe rallentare sensibilmente.

Una colonnina di A2A in città
Una colonnina di A2A in città

Il report evidenzia inoltre come molte delle preoccupazioni espresse dall’industria negli anni recenti si siano rivelate in parte infondate: le sanzioni temute per il mancato rispetto dei target sulle emissioni sono risultate molto inferiori alle stime iniziali e numerosi costruttori hanno già raggiunto o sono prossimi agli obiettivi fissati per il periodo 2025-2027, dimostrando una capacità di adattamento superiore alle aspettative. Questo rafforza l’idea che la regolazione europea rappresenti uno dei principali motori dell’innovazione e della trasformazione industriale nel settore automobilistico.

A sostenere la transizione contribuiscono anche fattori tecnologici e infrastrutturali: la diffusione di nuove tecnologie, come le batterie al litio-ferro-fosfato, promette ulteriori riduzioni dei prezzi nei prossimi anni, mentre la rete di ricarica pubblica ha superato il milione di punti in Europa nel 2025 ed è destinata a crescere di oltre il 90% entro il 2030, migliorando progressivamente l’accessibilità e la praticità d’uso dei veicoli elettrici.

Competizione

In parallelo si rafforza la dimensione globale della competizione: mercati come la Cina e diversi Paesi emergenti stanno registrando tassi di diffusione dell’elettrico ancora più elevati, evidenziando il rischio per l’Europa di perdere terreno in un settore strategico sia dal punto di vista industriale sia da quello tecnologico.

In questo contesto, la transizione verso l’elettrico appare ormai inevitabile, ma non priva di incognite: il 2025 segna l’inizio di una nuova fase, in cui l’auto elettrica inizia a diventare una scelta economicamente sempre più sostenibile per un numero crescente di consumatori, ma il raggiungimento di una diffusione di massa dipenderà dalla capacità di mantenere un equilibrio tra politiche ambientali ambiziose, sostenibilità industriale e accessibilità economica, in un quadro internazionale sempre più competitivo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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