Economia

Artigiani, 2025 chiuso in crescita ma cautela sugli investimenti

Angela Dessì
Il 59% delle imprese segna un fatturato stabile, ma la meccanica soffre maggiormente. Calvetti (Associazione Artigiani): «Grazie a Future hub avvicineremo i giovani alla professione
Un'azienda metalmeccanica - © www.giornaledibrescia.it
Un'azienda metalmeccanica - © www.giornaledibrescia.it
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Gli artigiani non mollano, ma il futuro fa un po’ più paura, e il passaggio generazionale anche. Questo quanto emerge dall’Indagine Congiunturale sul II semestre 2025 realizzata dal Centro Studi Lino Poisa dell’Associazione Artigiani sulle imprese della provincia.

Dati alla mano, l’anno si chiude con una lieve crescita complessiva, ma con un clima imprenditoriale improntato alla cautela. Se infatti il quadro generale non segnala un peggioramento (anche l’impatto dei dazi è contenuto, complici tante realtà che hanno da tempo diversificato fornitori e mercati), evidenzia forti elementi di incertezza che condizionano investimenti e prospettive per il 2026.

Lo scenario

Nel II semestre 2025, il 59% delle imprese segnala un fatturato stabile, il 24% registra una diminuzione e solo il 17% evidenzia un aumento. Il dato più critico riguarda la meccanica, settore trainante dell’economia bresciana, dove il 43% delle imprese palesa un calo del fatturato: la forte dipendenza dalla domanda tedesca e il rallentamento industriale in Germania rendono il comparto vulnerabile.

In controtendenza l’alimentare, che registra il maggiore aumento di fatturato (44% delle imprese), grazie a domanda interna resiliente, qualità di prodotto e capacità di innovazione. Il 68% delle imprese segnala un aumento dei costi di materie prime, servizi e prodotti acquistati; a pesare sono tensioni geopolitiche, costo dell’energia e rincari lungo le filiere. Nonostante ciò, i prezzi di vendita restano stabili per il 79% delle imprese e aumentano per il 17%, in uno squilibrio che impedisce il pieno trasferimento dei costi sui clienti, comprimendo i margini operativi.

Le previsioni di investimento per il 2026 mostrano prudenza: il 9% prevede un aumento, il 54% stabilità ed il 37% diminuzione. L’indice di fiducia è stabile per il 65% delle imprese, ma in diminuzione per il 23%. Ancora, i tempi di pagamento si confermano uno dei punti di forza del sistema bresciano (il 77% li indica come stabili) e la difficoltà di accesso al credito resta contenuta (79% stabile; 11% in aumento) mentre è critica la voce relativa alla manodopera. Pur essendo stabile per il 72% delle imprese, non supera la criticità strutturale del reperimento di personale specializzato: se a dichiararla è il 36%, settori come idraulica e autotrasporto toccano punte rispettivamente del 59 e 56%.

I settori

L’analisi si arricchisce quest’anno di un focus su ogni singolo settore: se la meccanica è sotto pressione e l’edilizia rallenta dopo il boom legato agli incentivi, il settore elettrico vede nuove opportunità nella transizione energetica e il tessile punta su qualità sartoriale, personalizzazione e sostenibilità. Il comparto della bellezza attende l’approvazione, da parte del Parlamento, del Ddd Ancorotti dedicato a parrucchieri ed estetisti, che complici sanzioni e un esame abilitante dovrebbe ridurre l’abusivismo che lo affligge da tempo.

I commenti

«L’indagine mostra che le cose non stanno andando male come qualcuno vuole farci credere e che gli artigiani tengono il passo», commenta Enrico Mattinzoli, alla guida del Centro Studi, che indugia però sul «vero dramma», quello legato al passaggio generazionale.

«In ogni settore fatichiamo a trovare chi voglia prendere il testimone», tira corto Mattinzoli che sentenzia: «Diventeremo come il mondo anglosassone». Più fiduciosa la presidente dell’associazione di via Cefalonia, Elena Calvetti. «Queste analisi ci aiutano a capire i cambiamenti sul territorio – dice – e questo ci permette di mettere in pista nuovi progetti come, ad esempio, il Future hub che accoglierà i giovani per avvicinarli alla professione». Poi aggiunge: «La sfida sarà mettere in campo politiche strutturali per il ricambio generazionale e trasformare la stabilità in nuova crescita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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