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STORIE D'IMPRESA

Antares Vision punta su agroalimentare e cosmetica «intelligenti»


Economia
25 nov 2021, 06:00
A Travagliato. Il quartier generale di Antares Vision - Foto © www.giornaledibrescia.it

A Travagliato. Il quartier generale di Antares Vision - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il suo motto è «la tecnologia per migliorare la vita». Ma in Antares Vision, diventata da startup a gruppo quotato in borsa in poco più di dieci anni, il digitale ha giovato anche ai ricavi netti (162 milioni nel 2020), cresciuti del 29.5% nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un andamento che si consolida florido nel tempo e promette ulteriori slanci grazie alla recente entrata, due anni fa, nel mercato del food & beverage.

Le soluzioni di tracciabilità, autenticazione, controllo qualità e data management che l’azienda di Travagliato aveva inizialmente concentrato nel settore farmaceutico (per ora il core business, che genera il 62% dei ricavi) si sono estese alla cosmesi e all’agroalimentare (oggi il 38% della revenue). Settore, quest’ultimo, che lascia presumere ampi margini di espansione, soprattutto in riferimento alla salvaguardia dell’identità del prodotto e del Made in Italy. «Basti pensare – spiega Emidio Zorzella, ceo di Antares insieme a Massimo Bonardi – che il food & beverage è almeno dieci volte più grande del farmaceutico e l’export del Made in Italy vale 50 miliardi, ma la contraffazione dello stesso arriva al doppio».

Ciò significa che sistemi in grado di testare e certificare la provenienza, la qualità e la buona conservazione di vini e alimenti saranno sempre più richiesti, tanto dal mercato quanto dalla legge. «In questo – continua Zorzella – la digitalizzazione gioca un ruolo fondamentale, perché ci permette di tracciare il prodotto dalle materie prime alla vendita e avere a disposizione tutte le informazioni su un’unica piattaforma end-to-end. Ma soprattutto renderle disponibili attraverso il prodotto stesso, che diventa “intelligente” grazie alla tecnologia». Un sistema studiato anche a vantaggio dell’ambiente, con la possibilità di misurare il consumo energetico e l’impatto dei diversi tipi di produzione.

Il risultato è arrivato attraverso una vivace strategia di acquisizioni, con sette società che hanno permesso di allargare il mercato in termini geografici e di settore. «Siamo partiti nel 2007 in 18 persone – ricorda Zorzella – e oggi siamo più di duemila in quattro continenti, ma, pur con le diversità che caratterizzano le varie realtà, abbiamo voluto mantenere un’unica brand identity, fedele ai valori con cui siamo nati: resilienza, innovazione, sostenibilità, collaborazione, passione ed energia».

Il 26% dell’organizzazione fa ricerca e sviluppo in 3 centri internazionali (di cui uno a Travagliato), mentre sono 31 i siti produttivi. Ma se il food potrebbe diventare il settore trainante nei prossimi anni, per ora Antares rimane leader nel medicale, dove si aggiunge un nuovo progetto di controllo nei processi di somministrazione dei farmaci nato di recente in collaborazione con l’ospedale San Raffaele. «La crisi pandemica – osserva Micaela Orizio, direttrice marketing e comunicazione di Antares - ha imposto un cambio di paradigma, dando nuove priorità di valori. Tracciare un prodotto, dandogli un’identità digitale con un qr code univoco, apre un canale e un dialogo tra il consumatore e il produttore. Da qui il prodotto “deep smart”, che raccoglie informazioni sul campo e mantiene la promessa di trasparenza per creare un rapporto di fiducia con il consumatore finale».

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